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RC PROFESSIONALE MEDICI: SERVE UNA CONCERTAZIONE TRA TUTTI GLI ADDETTI AI LAVORI

Stetoscopio (2) ImcInaugurato oggi il convegno, in programma fino a venerdì, organizzato da Professional & Partners Group e dedicato al ruolo della medicina legale nel dibattito sulla responsabilità professionale medica

Sono iniziati questo pomeriggio, e proseguiranno fino a venerdì 14 marzo, nelle sale dell’Hotel Rome Cavalieri Waldorf Astoria, i lavori del convegno “Il ruolo della Medicina legale tra tutela del diritto alla salute, assicurabilità del sistema e sicurezza sociale”, organizzato dalla Professional & Partners Group, società specializzata in assistenza legale assicurativa, con il supporto della Scuola di Medicina legale dell’Università Sapienza di Roma.

Il principale nodo affrontato nella tre giorni di dibattito – si legge in una nota – sarà quello del contenzioso medico-legale, analizzato in diversi dei suoi aspetti: la sostenibilità per la sanità pubblica e privata, il ricorso da parte dei professionisti alle pratiche della cosiddetta medicina difensiva, le difficoltà del sistema assicurativo e di accesso alle polizze da parte dei medici, il quadro normativo e giurisprudenziale sulla materia,.

Ad aprire il convegno oggi pomeriggio è stato Adelchi D’Ippolito, magistrato di cassazione e consigliere giuridico del ministro della Salute, che ha testimoniato l’attenzione del ministro stesso nei confronti di questo tema e di tutte le problematiche che ne conseguono sia per la categoria, sia per i cittadini e le strutture sanitarie, e l’impegno nella sua risoluzione a livello normativo.

Presente all’inaugurazione anche il Sen. Luigi D’Ambrosio Lettieri, membro della XII Commissione Permanente (Igiene e Sanità) del Senato, che rivolge la sua attenzione ad una questione che definisce spinosa: “Il conflitto medico-paziente causato da una legislazione, quella vigente, non idonea, comporta un enorme danno non solo per i camici bianchi, ma anche per il Servizio Sanitario Nazionale e, dunque, per i cittadini. Al danno economico, poi, si aggiunge anche quello fiduciario tra medico e paziente, oltre al costo causato dalla lentezza della macchina della giustizia, per cui capita che professionisti sanitari andati in pensione da anni si vedano tirati in ballo in diatribe giudiziarie per fatti avvenuti molto tempo prima, quando ancora esercitavano. Cambiare la situazione non è facile e da soli Governo e Parlamento non riusciranno a risolvere il problema. La mia proposta è quindi quella di unire tutti gli addetti ai lavori in una sede istituzionale di fondamentale importanza come il Parlamento per farli discutere del problema e trovare possibili soluzioni. Gli esiti di questi lavori devono poi essere elaborati dal Parlamento stesso per poter approdare a proposte legislative che migliorino effettivamente la situazione in cui ci troviamo”.

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