Opinione della Settimana

Casa, come funziona la polizza antisismica

Valida fino a 72 ore dopo la prima scossa. La Protezione Civile: renderla obbligatoria. Approvata dal governo Monti, non è ancora a regime

Assicurazione terremotoSe la casa viene distrutta dal terremoto, la compagnia assicurativa provvede a rimborsare, del tutto o in parte, le spese di ristrutturazione. Funzionano così, almeno a grandi linee, le polizze anti-sisma, una categoria di prodotti che molti italiani oggi non conoscono ancora ma che in futuro potrebbero essere acquistati in massa dai nostri connazionali. Anzi, nei prossimi anni le polizze antisismiche potrebbero diventare addirittura obbligatorie, come lo sono oggi quelle contro gli incidenti stradali per gli automobilisti.

Questo, almeno è quanto prevede la riforma della Protezione Civile approvata nel 2012 dal governo Monti, che tuttavia deve ancora entrare a regime.

Intanto, per chi vuole anticipare i tempi, ci sono già sul mercato diverse coperture assicurative di questo tipo. Ecco come funzionano e a chi si rivolgono.

1. Se la terra trema
Chi acquista una polizza contro il terremoto, deve versare ogni anno un premio in denaro di qualche decina o centinaia di euro a una compagnia assicurativa che, in cambio, si impegna a erogare un indennizzo al cliente, nel caso in cui la sua abitazione venga danneggiata o distrutta da un evento sismico. Inoltre, agli assicurati viene garantita spesso anche un’ indennità giornaliera per le spese di soggiorno in albergo (fino a un massimo di tre mesi), qualora la casa sia inagibile.

TRE GIORNI DI COPERTURA. Vengono considerati parte della medesima scossa tellurica tutti i danni subiti dall’immobile, nelle 72 ore successive al primo terremoto. E’ il caso dei cosiddetti sciami sismici, cioè quei fenomeni in cui si verifica una lunga catena di movimenti della terra, tutti di diversa intensità, durante i quali la casa viene “ammaccata” a più riprese.

2. Occhio alle clausole e ai massimali
Prima di acquistare una polizza antisismica, però, bisogna tenere presenti alcune importanti avvertenze. Questi contratti assicurativi contengono infatti molte clausole che limitano la responsabilità della compagnia e riducono i benefici per il danneggiato.

FRANCHIGIE E MASSIMALI. Il primo elemento da prendere in considerazione è il massimale, cioè la somma massima che l’impresa assicuratrice è disposta a liquidare come risarcimento, nel caso in cui si verifichi un terremoto.

A volte, infatti, non viene coperto tutto il costo della ristrutturazione ma soltanto una cifra prestabilita, che si chiama valore assicurato (per esempio 100 o 200mila euro). Inoltre, diversi contratti contengono anche delle franchigie: si tratta di clausole che permettono alla compagnia di erogare un indennizzo all’assicurato soltanto se l’entità dei danni supera un determinato importo (in genere pari al 5% del valore assicurato).

3. Compagnie pronte alla sfida
Attualmente, in Italia ci sono diversi gruppi assicurativi che offrono al pubblico delle coperture contro il terremoto. Spesso, si tratta di soluzioni “a pacchetto”, inserite nelle garanzie offerte dalle tradizionali polizze multirischi sulla casa, che proteggono anche dall’eventualità di un incendio, di un furto, di allagamenti  o dalla responsabilità civile del capofamiglia.

E’ questa, per esempio, la formula adottata dal gruppo Unipolsai (con il prodotto Youcasa), da Genertel (Quality Home) e da Sara Assicurazioni (SarainCasa).

COPERTURE AD HOC. Ci sono però anche alcune compagnie che propongono ai clienti  delle  polizze ad hoc, che coprono specificamente dal rischio di un sisma. E’ il caso di Axa (con il prodotto Protezione Familiare per il terremoto), da Toro Assicurazioni (Garanzia Terremoto casa), da Allianz (CasaTua Eventi Sismici) e da Genialloyd (polizza Ricostruiamo Assieme).

4. Quanto costa assicurarsi
Non è facile fare una stima precisa di quanto può costare una copertura assicurativa contro i terremoti, poiché le tariffe dipendono ovviamente da diversi fattori, come il valore e la superficie dell’immobile o l’anno in cui è stato costruito. Chi abita in un edificio costruito dopo il 1977 o il 1981, quando sono entrati in vigori criteri antisismici più stringenti, deve sborsare per esempio un premio più basso, rispetto a quello pagato da chi risiede in un centro storico. In linea di massima, secondo i calcoli effettuati da Federconsumatori, il costo a carico di una famiglia che abita in un condominio di medie dimensioni, con una ventina di appartamenti, si aggira sui 100 euro all’anno.

ZONE SISMICHE SALASSATE. A ben guardare, c’è un fattore che più di ogni altro pesa sulle tariffe dei contratti. E’ la zona di residenza dell’assicurato, visto che l’Italia è piena di aree sismiche con un diverso grado di rischio tellurico. Chi abita in una città particolarmente esposta alle scosse, dunque, paga di più di chi risiede nelle poche zone della Penisola dove la terra non trema quasi mai. Per rendersene conto, basta esaminare i preventivi resi disponibili gratuitamente su internet da Genialloyd, compagnia online del gruppo Allianz.

UN ESEMPIO PRATICO. Per assicurare un appartamento di 100 mq in un palazzo di tre piani, con capitale assicurato di 100mila euro e una franchigia del 5%, a Milano si spende non più di 69 euro all’anno mentre ad Avellino la stessa polizza costa 100 euro ogni 12 mesi. All’Aquila, invece, il costo è pari a circa il doppio, cioè 200 euro all’anno . Va ricordato, però, un particolare tutt’altro che trascurabile: se la città in cui abita l’assicurato è stata colpita da un sisma negli ultimi 5 anni, la compagnia si può anche rifiutare di stipulare la polizza.

Autore: Marco Ravasi – Economia Web (Articolo originale)

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