Opinione della Settimana

Fare i conti con il fisco: Durc anche con debiti Inps

Archivio Digitale ImcCrediti vidimati: così si consente alle imprese di operare

Le imprese che vantano crediti nei confronti della Pubblica amministrazione, possono ottenere il documento unico di regolarità contributiva (Durc) anche se hanno debiti previdenziali e/o assicurativi per oneri accertati e non ancora versati, di importo almeno pari ai crediti certificati. È una particolare versione del Durc, introdotta nell’ordinamento dal Dl 52/12 (legge 94/12) e attuata con il decreto interministeriale (Lavoro/Economia) 13 marzo 2013.

Chiara la finalità: consentire alle imprese di continuare ad operare nel mercato, anche se debitrici nei riguardi degli Enti previdenziali e assicurativi. Per la sua specificità, all’atto della concessione, il documento deve contenere la dicitura “Durc rilasciato ai sensi dell’articolo13 bis, comma 5, Dl n. 52/2012“.

L’impianto normativo che regolamenta la materia, già disciplinato dal ministero del Lavoro (circolare n. 40/13), è stato di recente illustrato anche dall’Inps con la circolare n. 16/14. Nel documento, l’Istituto ha ricordato alcuni degli elementi di specificità che lo contraddistinguono.

In primo luogo, il Durc deve essere richiesto dal creditore, che assume un ruolo attivo nel procedimento di concessione. Va osservato che il credito vantato dall’interessato va certificato da uno tra questi soggetti: amministrazioni statali – ente pubblico nazionale – regione – ente locale e/o del Servizio sanitario nazionale. Per il rilascio la certificazione deve necessariamente essere prodotta tramite la specifica “Piattaforma per la certificazione dei crediti“.

Il credito, inoltre, deve essere contraddistinto dai requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità, elementi propri delle compensazioni. Qualora il Durc venga richiesto d’ufficio da una Pa, l’interessato, nella fase di avvio del procedimento per cui è prevista l’acquisizione d’ufficio, dovrà dichiarare di vantare crediti nei confronti della Pa per i quali ha ottenuto la certificazione. Saranno le strutture pubbliche a trasmettere, via Pec, la documentazione agli enti competenti al rilascio della specifica richiesta di Durc.

Per la sua operatività è poi necessario che l’entità del debito risulti almeno pari al saldo del credito certificato, come disponibile alla data dell’accertamento; per tale verifica l’Inps ha chiarito che l’ammontare delle partite debitorie dovrà essere acquisito dagli enti coinvolti.

Il documento di regolarità «rilasciato ai sensi dell’articolo 13 bis, comma 5, Dl n. 52/2012», per quanto contraddistinto da elementi di specificità, può essere utilizzato per le finalità previste dalla legge e, così come stabilito dall’articolo 31 del Dl n. 69/2013 (legge 98/13), ha una validità di 120 giorni.

Autori: Antonino Cannioto e Giuseppe Maccarone – Il Sole 24 Ore Supplemento

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