Opinione della Settimana

Generali, al setaccio il bond Mediobanca da 500 milioni

Mediobanca - Piazzetta Cuccia (2) Imc (Foto Giovanni Dall'Orto)Il ceo di Generali, Mario Greco, ha già recentemente chiarito che la situazione è sotto controllo: il bond ibrido da 500 milioni sottoscritto da Mediobanca (nella foto di Giovanni Dall’Orto, Piazzetta Cuccia) nel 2008, non più computabile tra gli strumenti a servizio del capitale, verrà sostituito con un’emissione che avverrà in forma «pubblica», e si sta già lavorando in questa direzione. Leggendo il bilancio integrato 2013 appena pubblicato dal gruppo emergono però tutti i retroscena dell’operazione.

Il caso è esploso a fine 2013, quando, visto l’imminente avvio della nuova disciplina prudenziale per le banche, Generali ha ricevuto da Mediobanca, con riferimento al finanziamento da 500 milioni concesso alla compagnia, la richiesta di applicazione della clausola contrattuale di «costi aggiuntivi». Come dire, il maggior assorbimento di capitale avrebbe dovuto essere compensato dall’aumento dei costi del finanziamento. A quel punto però i manager della compagnia sono andati a spulciare le clausole, e hanno avuto una bella sorpresa. Hanno infatti scoperto un contratto di opzione che avrebbe consentito ad Assicurazioni Generali di estinguere anticipatamente il finanziamento dal 2012, previa comunicazione all’autorità di controllo, l’Ivass (al tempo Isvap). Peccato però che, a quanto pare, all’authority non sapessero niente di quella clausola.

Non solo. «A seguito dell’analisi condotta dalla compagnia è emerso che nella riunione del consiglio di amministrazione che ha approvato nel settembre 2008 il finanziamento era stato accennato alla possibilità di richiederne il rimborso anticipato», si legge nella relazione del bilancio, «tuttavia tale opzione di riacquisto della passività subordinata non era stata comunicata al cda nella predetta riunione, né era stata oggetto di successiva informativa allo stesso». E neppure è stata resa nota al nuovo management della società, che quando ne è venuto a conoscenza ha inviato tutto il carteggio all’Ivass, che il 4 febbraio scorso, dopo aver studiato il fascicolo, ha dichiarato la non ammissibilità del finanziamento al computo del margine di solvibilità, sceso di conseguenza di 3 punti percentuali. Nel frattempo Generali ha eseguito una revisione di tutti i debiti subordinati e verificato la documentazione inviata all’Ivass negli ultimi anni, senza «aver rilevato alcuna ulteriore carenza informativa», ma in riferimento al bond ibrido Mediobanca, si legge ancora nel bilancio «sta valutando attentamente i costi di rifinanziamento, legali e reputazionali derivanti da questa situazione».

Autore: Anna Messia – Milano Finanza (Estratto articolo originale)

Articoli correlati
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Opportunità e sfide del mercato assicurativo italiano

I grandi cambiamenti che stanno interessando l’Italia e il mondo intero, come ben sappiamo…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.