Opinione della Settimana

Quell'intreccio (non semplice) con la previdenza complementare

Risparmio e previdenza ImcL’investimento di lungo termine per antonomasia è quello di natura previdenziale. Qui l’orizzonte di riferimento si allunga idealmente fino all’età della pensione, sforzo necessario se l’obiettivo è quello di mantenere inalterato il proprio tenore di vita al termine dell’attività lavorativa.

Per costruire nel tempo una pensione integrativa adatta allo scopo, è necessario, però, non deragliare mai dal percorso pianificato. Al contrario, l’autorità di vigilanza sui fondi pensione (Covip) segnala un elevato tasso di sospensione dei versamenti: un fenomeno che, a dicembre 2012, riguardava un milione e 200 mila iscritti, il 20% del totale, 100 mila in più rispetto all’anno precedente. «Voglio ricordare che, grazie all’accumulo graduale in fasi di mercato differenti, si elimina o attutisce il rischio di grosse perdite di valore, favorendo vantazioni medie degli asset che migliorano i rendimenti futuri», sottolinea Ugo Loser, amministratore delegato di Arca sgr.

Secondo Loser, nel caso dell’investimento previdenziale, misurare i risultati a breve termine è solo uno degli elementi atti a valutare la bontà della gestione, mentre l’eventuale revisione della composizione del portafoglio può nascere esclusivamente da una riconsiderazione degli obiettivi di lungo termine del risparmiatore. Anche in questo caso, tuttavia, la coerenza tra obiettivi e soluzioni d’investimento non dipende esclusivamente dalla natura dei prodotti. L’asset manager offre un servizio a valore aggiunto solo quando coniuga la gestione finanziaria del portafoglio con una consulenza di qualità, affiancando l’investitore nella valutazione e gestione della propria propensione al rischio in maniera differenziata a seconda dell’età, del livello di reddito e delle esigenze future.

Si tratta, secondo Luca di Patrizi, direttore generale di Pictet am in Italia, di una vera e propria responsabilità sociale, che non dovrebbe mai essere sottovalutata: «Oltre ad aiutare i risparmiatori ad investire meglio e in un’ottica previdenziale di lungo periodo, la nostra industria svolge un ruolo fondamentale nel collegamento tra capacità di risparmio e investimento nell’impresa, contribuendo all’economia del Paese e alle aziende che vogliono svilupparsi». Intanto, però, la previdenza integrativa fatica a decollare. A dicembre 2012 il tasso di adesione complessivo dei lavoratori dipendenti pubblici e privati e di quelli autonomi era solo del 25,5%, un quarto degli occupati complessivi. Nel 2013 le adesioni sono aumentate del 6,8% fino a 6 milioni e 223 mila lavoratori. Ma a sette anni dall’avvio della riforma, i numeri sono ancora nettamente inferiori alle aspettative.

Fonte: CorrierEconomia

Articoli correlati
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Opportunità e sfide del mercato assicurativo italiano

I grandi cambiamenti che stanno interessando l’Italia e il mondo intero, come ben sappiamo…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.