Opinione della Settimana

Poggi (Deloitte): Ecco i falsi miti che frenano le assicurazioni italiane

Assicurazioni - Generico (5) ImcIl 2013 è stato un anno positivo per le assicurazioni, con la raccolta Vita in forte crescita e un ramo Danni redditizio grazie al calo dei sinistri. Non per questo però le compagnie possono sedersi sugli allori. Anzi, secondo Andrea Poggi, partner di Deloitte (responsabile strategy consulting), «proprio questo è il momento di investire sul futuro abbandonando falsi miti che finora hanno frenato in italia lo sviluppo del settore».

Domanda. Andiamo con ordine: quali sono stati i risultati del 2013 e come sta andando il 2014?

Risposta. C’è stato sviluppo. Generali ha chiuso con un utile in crescita a 1,9 miliardi, miglior risultato degli ultimi sei anni, Unipol ha ottenuto un’ottima riduzione del combined ratio e Allianz ha registrato una crescita dell’utile delle attività italiane del 20%. C’è stato un forte sviluppo anche della bancassicurazione, come dimostrano i numeri di Poste Vita e Intesa Sanpaolo Vita. La raccolta sta andando bene anche in questi mesi ma il 2014 sarà l’anno dei grandi programmi di integrazione.

D. In effetti c’è il decollo di Generali Italia, la fusione Unipol-Sai e poi Allianz ha appena acquisto la Milano. Opportunità di crescita per le imprese, non crede?

R. Certo, ma avverranno in un contesto di mercato che continua a essere difficile e per migliorare, in particolare nel ramo Danni, le compagnie devono fare un cambio di passo abbandonando i falsi miti del passato.

D. A che cosa si riferisce?

R. Per esempio all’idea che l’assicurato medio sia poco informato e ricettivo alle innovazioni di prodotto. Mito sfatato dal boom dei compratori online. Serve invece rispondere all’esigenza d’innovazione. Un altro falso mito riguarda la convinzione che sia inutile assicurarsi contro le catastrofi perché tanto c’è lo stato a pagare i danni.

D. Beh, ma del fatto che lo stato non abbia più fondi forse gli italiani se ne sono resi conto…

R. Ancora però non sono stati introdotti i meccanismi assicurativi a tutela di tutti, ma non è colpa degli italiani, che anzi, come dimostrano le adesioni a forme integrative del servizio sanitario nazionale, come fondi e casse sanitarie, con 12 milioni di iscritti, sono disposti ad assicurarsi se intercettati con opportune modalità, che dimostrino i risparmi conseguibili.

D. Che cosa dovrebbero fare le imprese assicurative?

R. Offrire benefici tangibili ai clienti a prezzi contenuti, magari utilizzando le aziende come tramite per assicurare collettivamente i dipendenti. E dovrebbero sfatare il padre di tutti i falsi miti.

D. Qual è?

R. Il sistema economico deve capire che assicurarsi è fondamentale per crescere e per proteggere dai rischi i bassi flussi di reddito con una spesa minore rispetto a quella che si sostiene in assenza di assicurazione.

Autore: Anna Messia – Milano Finanza (Estratto articolo originale)

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