Opinione della Settimana

Condominio: Polizze, la privacy non blocca la visione

Abito in un attico all’ultimo piano di un condominio. Quest’inverno si è verificata un’infiltrazione d’acqua dal lastrico solare che ha danneggiato le pareti del mio appartamento e il soffitto dell’alloggio sottostante. Il sinistro è stato denunciato all’amministratore e, da questi, alla compagnia assicuratrice. Ci è stato detto, però, che l’assicurazione non coprirà i danni, poiché non è stato chiarito se la perdita deriva dalla rottura di un tubo di gronda o dal cattivo stato del materiale isolante. Ho chiesto allora di poter vedere tutta la documentazione della polizza, compresa quella relativa al sinistro. L’assicurazione mi ha negato questa possibilità, sostenendo tra l’altro che il proprio Centro liquidazione non è autorizzato a divulgare alcun documento inerente ai sinistri e alle polizze, «in quanto protetti dalla legge sulla privacy», e aggiungendo che l’accesso agli atti non è previsto «per i sinistri Rami elementari». Io invece credo di avere il diritto di vedere i documenti e credo, soprattutto, che il danno debba essere risarcito. È davvero così? E come faccio a far valere le mie ragioni? T.O. – TARANTO

Condominio - Settore immobiliare - Appartamenti ImcLe assicurazioni guardano con sospetto alle richieste di documenti provenienti da soggetti diversi da quello che ha stipulato la polizza. La cautela nella diffusione di dati, però, non può tradursi in un costante diniego di accesso, motivato richiamando in modo generico e astratto la questione della privacy, senza che nemmeno ci si chieda quali soggetti potrebbero subire una violazione in questo campo.

Escluso che possa parlarsi di privacy dell’amministratore in ordine agli atti del suo ufficio, l’accesso di alcuni condòmini alla polizza del fabbricato e alle informazioni sul procedimento di liquidazione di eventuali sinistri non viola la privacy degli altri. Si tratta, infatti, di dati che l’amministratore è tenuto a fornire a qualunque condomino ne faccia richiesta. Proprio come i dati – di certo più “sensibili” – circa la morosità nel pagamento dei contributi condominiali (Cassazione 1593/2013, nota del Garante del 26 settembre 2008).

Occorre, allora, verificare l’esistenza di un dovere per l’assicurazione di fornire dati e informazioni sui sinistri a tutti i condòmini che li richiedano anziché al solo amministratore. Ecco il cuore del problema. I dati riferibili al condominio sono anche riferibili ai singoli? E il singolo condomino può essere considerato parte del contratto di assicurazione?

In caso di risposte affermative, ciascuno potrebbe avvalersi di due tipi di diritto di accesso: quello ai dati personali (articolo 7 del Codice dati personali) e quello che spetta nel contesto di qualunque rapporto contrattuale (l’articolo 183 del Codice delle assicurazioni impone l’obbligo di trasparenza nei rapporti con clienti e assicurati).

L’Arbitro bancario finanziario – a proposito del caso del tutto analogo dell’accesso alla rendicontazione bancaria – ha più volte affermato che la banca deve consentire l’accesso a ogni condomino che ne faccia richiesta: l’esistenza di un organo rappresentativo unitario come l’amministratore non priva i singoli della facoltà di agire direttamente in difesa dei diritti individuali o comuni. Ogni condomino è un “cliente” (da ultimo Collegio di Milano, decisione 1282/2013).

Un elemento di incertezza, tuttavia, viene dalla riforma del condominio. In essa si ribadisce che tutti i condòmini possono prendere visione della rendicontazione bancaria, ma si aggiunge l’inciso «per il tramite dell’amministratore» (articolo 1129, comma 7, del Codice civile). In una recentissima pronuncia, l’Arbitro bancario ha attribuito alla norma il significato di escludere l’accesso per i singoli condomini (Collegio di Milano, 400/2014). La decisione – scarna nelle motivazioni – si pone in contrasto con l’orientamento, piuttosto consolidato, che ha generalmente consentito l’accesso ai destinatari degli effetti sostanziali del rapporto, anche quando non intrattengano rapporti diretti con la banca. Basti pensare alle pronunce in tema di socio non amministratore di società di persone, cui si è consentito l’accesso in quanto illimitatamente responsabile per i debiti della società (Collegio di Roma, decisione 3793/2012). La questione dell’accesso del condomino non può quindi considerarsi chiusa, né per la documentazione bancaria, né per quella assicurativa.

Un reclamo all’Ivass (ex Isvap) contro il diniego opposto dall’assicurazione potrebbe contribuire a fare chiarezza sulla questione (per le modalità di reclamo si veda il regolamento 24/2008).

Punto per punto

Fonte: L’esperto risponde, Il Sole 24 Ore (Articolo originale)

Articoli correlati
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Opportunità e sfide del mercato assicurativo italiano

I grandi cambiamenti che stanno interessando l’Italia e il mondo intero, come ben sappiamo…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.