Opinione della Settimana

Medici, assicurazioni ancora su. Si pagano anche 16mila euro l’anno

Un problema soprattutto per i giovani appena specializzati. Secondo una ricerca dell’Ocse il 97% degli italiani si dice preoccupato di poter subire un errore medico e il 30% ha dovuto farci i conti nella realtà

Mutua - Assicurazione sanitaria ImcContinuano a crescere i prezzi delle polizze assicurative destinate ai medici, fino ad arrivare a 15 o 16mila euro all’anno per specializzazioni come chirurgia o ostetricia. Secondo i dati dell’Ania (Associazione fra le imprese assicuratrici) nel 2011, rispetto all’anno precedente, i premi sono cresciuti del 5,5% per i singoli e del 3,6% per le strutture sanitarie. L’aumento delle polizze è legato all’aumento dei sinistri denunciati dai pazienti, che nel 2011 hanno raggiunto i 31.500 casi, di cui quasi i due terzi relativi a polizze stipulate da ospedali. Le denunce da cosiddetta malpractice medica hanno registrato una riduzione del 6,7% rispetto al 2010 ma il numero rimane uno dei più elevati degli ultimi dieci anni. Secondo una ricerca dell’Ocse sulla malasanità, i cittadini europei più terrorizzati dagli errori medici sono proprio gli italiani: il 97% dei nostri concittadini si dice preoccupato, a fronte del 30% che afferma di aver realmente subito un errore medico.

Risarcimenti alle stelle

Nel 2000, in Italia, le cifre dei risarcimenti erano schizzate a 2 miliardi e 400 milioni di euro, una cifra molto alta in confronto a paesi come l’Austria, in cui gli assicuratori pagavano 29 milioni all’anno, Germania (250 mln), Francia (350 mln), e superiore anche ai 750 milioni del Regno Unito. Negli ultimi anni le cause civili si sono stabilizzate e gli errori sanitari denunciati alle assicurazioni sono diminuiti, ma allo stesso tempo i costi continuano a salire. Quello medio per sinistro è passato da 40mila a 66mila euro. In totale, in nove anni, sono stati pagati risarcimenti per 1,5 miliardi, di cui 300 milioni solo nel 2012. L’ultimo report, «Medmal Italia» di Marsh, ha analizzato i dati di 96 strutture pubbliche, prendendo in considerazione i casi denunciati dal 2004 al 2012, mostrando come anche il valore assicurativo medio per il personale medico sia aumentato, variando fra i 5 e i 6mila euro.

Medicina difensiva

Insieme ai costi delle polizze e all’entità dei risarcimenti salgono i costi (per la sanità pubblica) della cosiddetta «medicina difensiva», cioè quella serie di pratiche e di esami che vengono erogati dal Servizio sanitario anche in assenza di una reale necessità. Il costo della medicina difensiva, secondo una stima di Cergas-Università Bocconi, oscilla intorno ai 13 miliardi di euro all’anno, circa il 10% del fondo sanitario nazionale. Dunque i problemi sono diversi. Da una parte ci sono i medici, in difficoltà per i costi eccessivi delle polizze assicurative e spesso anche nell’impossibilità di trovare compagnie disposte a erogarle. Dall’altra c’è il sistema assicurativo, che soffre di perdite economiche dovute a rapporti sempre più difficili con gli assicurati. Attilio Steffano, amministratore delegato di Assimedici, società assicurativa per i medici, conferma: «È un problema che si sta verificando da qualche anno e c’è difficoltà nel mondo assicurativo a trovare soluzioni per coprire determinate professioni mediche. Il ministro della Salute Lorenzin sta cercando di coinvolgere in un tavolo le compagnie assicurative che non vogliono erogare polizze ai medici». Problema centrale, per Steffano, è l’assenza di un chiaro panorama legislativo: «La legge Balduzzi è stata rinviata per due volte. Apparentemente può sembrare un successo il rinvio di un obbligo, ma non lo è perché così i medici hanno le stesse responsabilità, aggravate però dall’assenza di copertura assicurativa». Importante poi distinguere tra medico ospedaliero e libero professionista. «I dipendenti hanno la copertura assicurativa della struttura ospedaliera, anche se sempre più spesso gli ospedali ricorrono al fenomeno dell’autoassicurazione, che non è una copertura assicurativa».

Bozza al vaglio delle Regioni

Un problema a parte è quello dei giovani medici appena specializzati. «Dopo che si specializzano non sono più sotto la copertura dell’ospedale, ma, diventando liberi professionisti, devono pagare fino a 13/14mila euro per una polizza», dice Steffano. Assimedici chiede dunque «una legislazione che possa stabilire una norma assicurativa obbligatoria, come è successo per le rc auto» e di stabilire un massimale di riferimento, con tabelle che determinano il danno massimo risarcibile. Lo schema di decreto sulle assicurazioni ai professionisti sanitari, previsto dalla legge Balduzzi del 2012, è frutto di oltre un anno di lavoro con i contributi di esperti dell’Ania, delle Regioni, dell’Ordine dei medici e dei collegi delle professioni sanitarie. Ora dovrà essere approvato dalle Regioni. Le regole si articolano secondo sei principali direttrici: contratti di durata almeno triennale, massimale minimo di un milione a sinistro l’anno, bonus e malus calcolati a scadenza contrattuale, divieto di recesso da parte dell’assicuratore, possibilità di stipulare copertura assicurativa professionale anche tramite convenzioni collettive e non opponibilità della franchigia al terzo danneggiato.

Il Fondo rischi sanitari

Altro asse portante sarà il Fondo rischi sanitari, al quale potrà accedere chi esercita professioni sanitarie con il rischio di arrecare danni rilevanti a terzi e non è in grado di trovare una copertura sostenibile sul mercato. Il Fondo sarà gestito da Consap (Concessionaria servizi assicurativi pubblici) e opererà sotto la vigilanza dei Ministeri della Salute e dello Sviluppo, con l’assistenza di un comitato che avrà il compito di fissare condizioni e modalità d’accesso. Per quanto riguarda il finanziamento del Fondo, il decreto rinvia a un ulteriore provvedimento dello Sviluppo il compito di determinare il contributo che le compagnie di assicurazione dovranno versare, fino a un massimo del 4% dei premi incassati nel precedente esercizio. Il Fondo sarà alimentato anche dai professionisti che ne richiederanno il supporto: l’importo verrà stabilito dal comitato del Fondo e dovrà essere versato per almeno cinque anni.

Dipendenti e liberi professionisti

Un altro problema è che l’esclusione della responsabilità penale lieve, all’interno del decreto, non fa venir meno l’obbligo di risarcire il danno. E dal 15 agosto tutti i medici saranno tenuti a sottoscrivere una polizza di responsabilità civile professionale. Il direttore centrale dell’Ania Roberto Manzato insiste sulla distinzione tra medici dipendenti e liberi professionisti. «Per i primi le polizze sono disponibilissime – sottolinea – e i costi sono bassi, anche per categorie rischiose come l’ortopedico, l’anestesista o il cardiochirurgo. Per polizze che hanno massimali fino a 5 milioni il prezzo varia da 690 a 840 euro all’anno». Diversa la situazione per i liberi professionisti: «Per le specializzazioni non rischiose, come la medicina generale, la disponibilità è molto alta e i costi sono relativamente contenuti. Critica invece la situazione per i liberi professionisti che esercitano specializzazioni molto rischiose come il chirurgo estetico, che per avere una polizza che abbia un massimale di 2 milioni annui deve pagare anche 20mila euro all’anno».

Fonte: Corriere della Sera / Adnkronos Salute (Articolo originale)

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