Opinione della Settimana

Anthea, nuovo colpo: vuole diventare il broker indipendente di tutto il Veneto

Anthea - Homepage sito web ImcHa acquisito il 71% dei trevigiani della “Lion”. La società vicentina fa un balzo: «Siamo saliti tra le prime 30 indipendenti di tutta Italia». Adesso è una realtà da 2,5 milioni di fatturato

Mettere assieme gli interessi di migliaia di aziende venete, per trattare da pari a pari le condizioni migliori per loro pur trovandosi di fronte ai colossi delle assicurazioni che in genere i piccoli neanche li guardano. Il progetto iniziato nel 2005 dalla vicentina Anthea, società di brokeraggio assicurativo di Vicenza che non smette mai di crescere, è semplice, ma nello stesso tempo per nulla scontato in quella che resta sempre la terra dei mille campanili. E poi traduce in fatti concreti quella che è di questi tempi una parola che riempie mille bocche: indipendenza. Il progetto è partito da lontano, nel 2005, e ora ha segnato un balzo decisivo, dopo quelli già messi a segno: il superamento dei confini provinciali. Anthea, annuncia il presidente Flavio Marelli, ha infatti acquisito il 71% delle quote di Lion broker srl, broker attivo a Treviso e provincia da 20 anni.

INGRANATA LA QUARTA. L’acquisizione segue altri tre passi già compiuti dalla società vicentina che si occupadi analisi e gestione dei rischi in favore di piccole e medie imprese, artigiani, commercianti e liberi professionisti. Dopo due acquisizioni a Bassano e Schio, infatti, nei mesi scorsi Anthea – che vanta già più sedi in provincia – aveva già acquisito con una terza operazione anche un’altra piccola azienda di brokeraggio di Vicenza. Ma ora ha ingranato la quarta per il progetto che la società – con Marelli i soci forti sono Roberto Viero, Nicola Ronconi e Pierpaolo Dal Coltivo – sta attuando «per linee esterne, cioè con acquisizioni, perché è l’unica via percorribile e assolutamente necessaria, in un momento in cui – sottolinea Marelli – ci sono costi di base importantissimi e incomprimibili che le nuove regole europee e statali impongono aqualsiasi broker ad esempio su iscrizione all’Albo, ore di formazione e tempi di informativa pre-contrattuale. Crescere è necessario, e il nostro obiettivo fin dall’inizio era diventare una società di dimensione regionale. Ora è un fatto».

NUMERI DA RECORD VENETO. Anthea infatti oggi conta già un fatturato di circa 2 milioni con l’intermediazione di premi assicurativi per oltre 20 milioni – occupa 20 professionisti, segue un migliaio di “grandi clienti” più un numero molto più vasto di altre realtà minori, con l’acquisizione di Treviso passa direttamente a circa 2,5 milioni di fatturato e 22-24 milioni di premi intermediati, il tutto con una minima crescita di personale: 23 operatori in tutto. «Questo significa – sottolinea Marelli – che ci collochiamo tra le prime 30 società indipendenti di brokeraggio a livello nazionale, e sostanzialmente al secondo posto a livello veneto. In generale siamo sicuramente tra le prime 70-80 società d’Italia per rating, perché in questo settore ci sono molte altre società non indipendenti che dipendono a volte anche da multinazionali che hanno creato una loro sede italiana».

DIMENSIONE VENETO. Ma come detto oltre ai numeri sono chiaramente due le caratteristiche che Anthea incarna per assumere quella “dimensione Veneto” cui puntava da sette anni. Primo, l’indipendenza rispetto a maxi-operatori stranieri. Secondo, la capacità di sedersi davanti al tavolo dei colossi assicurativi per trattare le condizioni di polizza migliori «nell’interesse dell’assicurato. È chiaro che se come broker rappresento un ottengo scarsa attenzione, ma nel momento in cui porto al tavolo gli interessi di un numero elevatissimo di assicurati, ad esempio imprese tutte attive nelle materie plastiche con le loro specifiche esigenze di tu tela assicurativa, sono in grado di strappare le stesse migliori condizioni che i colossi assicurativi garantiscono ai maxi-clienti, e forse anche qualcosadi più, e nel nostro caso è già così».

«CRESCEREMO ANCORA». Ingenti costi di base da coprire in tutti i casi, e necessità di avere “spalle grosse” nella trattativa con le assicurazioni, segnano già la strada di Anthea: crescere ancora. «Il nostro dei broker è un mondo estremamente parcellizzato, ma con i costi-base non è più possibile reggere se non con dimensioni adeguate. Le aggregazioni rappresentano l’unica arma realmente vincente. Per questo siamo già in trattativa con molte altre realtà e contiamo di chiudere presto altre acquisizioni che ci permettano di crescere ancora. Per questo continueremo ad avvalerci della padovana Finlife corporate finance, che ci ha seguito nell’operazione di Treviso come advisor esclusivo» con il responsabile del progetto Pier Francesco Alessi. Un’operazione non semplice perché «dal punto di vista del credito – sottolinea Marelli – su una scala da zero a 10 posso dire che abbiamo avuto un aiuto di grado 2 dalle banche, e in questo è stato decisivo il ruolo delle Bcc e cioè del credito cooperativo».

Autore: Piero Erle – Il Giornale di Vicenza

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