Opinione della Settimana

Ex vertici delle Generali: Agrusti tre ore dal giudice, memoriale di Perissinotto

Quasi tre ore davanti ai pm. L’ex dg delle Generali, Raffaele Agrusti, è stato a lungo interrogato ieri mattina a Trieste nell’ambito dell’inchiesta che lo vede indagato – assieme all’ex ceo del Leone, Giovanni Perissinotto – con l’accusa di “ostacolo all’esercizio delle autorità pubbliche di vigilanza“. In pratica ciò che i sostituti procuratori titolari del procedimento, Federico Frezza e Matteo Trìpani, contestano ad Agrusti e Perissinotto è di non aver fornito – quando appunto occupavano posizioni di vertice in Generali – sufficienti spiegazioni e chiarimenti su alcune operazioni finanziarie ritenute irrispettose dei vincoli di governance per inosservanza delle procedure o per mancanza di comunicazioni al consiglio di amministrazione.

Generali - Facciata sede Trieste ImcAgrusti, accompagnato dal suo avvocato Ciro Pellegrino, ha risposto per due ore e quaranta minuti circa alle domande dei pm. È entrato in Tribunale verso le 9, per uscire poco prima delle 12 dal palazzo di Foro Ulpiano. Varcato il portone, l’ex direttore generale delle Assicurazioni Generali non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Nel post-interrogatorio, a parlare è stato il suo legale: «Confidiamo di aver dato tutti i chiarimenti che i pm ci hanno chiesto di dare – ha affermato l’avvocato Pellegrino –. Attendiamo fiduciosi gli esiti delle indagini».

Per quanto riguarda invece la posizione di Perissinotto, il suo avvocato Giovanni Borgna (che difende l’ex ceo del Leone insieme al collega Andrea Bitetto), raggiunto telefonicamente sempre nella giornata di ieri, ha spiegato: «Stiamo preparando e consegneremo a breve una memoria tecnica difensiva». La seconda, dunque: un’altra era infatti già stata depositata in Procura nel marzo scorso, proprio quando Perissinotto era stato sentito dai due pm. Le operazioni finite sotto la lente di Ivass e Consob, e su cui verte l’ inchiesta, avevano come interlocutori Palladio (Meneguzzo), Finint (Marchi e De Vido) e Valbruna, soci di Generali tramite i veicoli Ferak ed Effeti. Si tratta nel dettaglio di un investimento tra il 2000 e il 2002 per 52 milioni di Capital Appreciation; di impieghi per 70 milioni nel 2003 verso Cartooner Enterprises; del finanziamento di una società Finint nel 2007 per 40 milioni; degli investimenti nell’offshore World global opportunities di 180 milioni in bond attraverso la finanziaria Allbest per l’acquisto di quasi il 3 per cento dell’Ilva. Inoltre, del coinvolgimento di Generali attraverso Wgo nell’operazione con cui il colosso bancario britannico Hsbc aveva sottoscritto nel 2007 il 49 per cento della finanziaria di controllo del gruppo Palladio Finanziaria. E infine dei 150 milioni finiti nel fondo Vei e dei 50 milioni relativi a un bond Finint.

Agrusti e Perissinotto sono stati iscritti sul registro degli indagati nel gennaio scorso.

Autore: Matteo Unterweger – Il Piccolo

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