Opinione della Settimana

Unipol/UnipolSai, reazione esagerata a indagine procura

UnipolSai HiRes RettangolareLa procura di Milano ha effettuato ieri alcune perquisizioni negli uffici di Unipol in relazione a un’inchiesta per aggiotaggio nei confronti del management delle società coinvolte nella fusione a quattro Unipol Assicurazioni, Fondiaria Sai, Milano Assicurazioni e Premafin.

L’inchiesta si riferisce alla potenziale manipolazione dei concambi della fusione in relazione alla rappresentazione del valore delle società. In particolare, i magistrati milanesi hanno messo sotto i riflettori il valore del portafoglio investimenti strutturati di Unipol Assicurazioni. La contabilizzazione dei prodotti strutturati è stata vagliata in più riprese da un’approfondita analisi da parte della Consob, che ha portato a marginali richieste di riclassificazione e aggiornamento delle valutazioni.

La società ha difeso il proprio operato, sostenendo anche che verranno valutate iniziative tese alla tutela dei propri interessi, tenuto conto della modalità con cui è stata gestita la divulgazione della notizia sulle indagini. “Al momento della fusione“, ricordano in una nota di oggi gli analisti di Kepler Cheuvreux, “avevamo sottolineato che era difficile calcolare il rapporto di concambio date le incertezze sui bilanci delle aziende coinvolte, in particolare in merito al portafoglio investimenti strutturati di Unipol Assicurazioni, all’enorme portafoglio immobiliare di Fondiaria-Sai e alle riserve sinistri di entrambi“.

Al contempo “facciamo presente che, anche se i rapporti di concambio finali erano in linea con quelli preliminari, Unipol Assicurazioni ha pagato dividendi per 150 milioni di euro, riducendo il suo net asset value prima della fusione“, aggiungono a Kepler Cheuvreux. Detto questo, “la reazione del titolo Unipol in borsa ci è sembrata esagerata. Forse era una scusa per prendere profitto visto che gli investitori stanno iniziando a rendersi conto che il consenso è troppo ottimista: utile netto a 424 milioni di euro nel 2015 contro la nostra stima di appena 233 milioni“, continuano a Kepler.

Vediamo un rischio limitato di un esito sostanzialmente negativo per gli azionisti di Unipol da questa indagine. Tuttavia, se questa indagine dovesse portare a un’aziona giudiziaria, l’amministratore delegato sarebbe costretto a dimettersi e questo naturalmente potrebbe interferire con la gestione della fusione“, avvertono gli esperti della banca d’affari.

In ogni caso per ora “è difficile valutare i possibili impatti delle indagini in corso che potrebbero durare ancora a lungo, ma pensiamo che non dovrebbero emergere impatti patrimoniali rilevanti per Unipol e UnipolSai“, commenta un analista di una sim milanese che giudica eccessiva la reazione negativa della borsa di ieri (Unipol -7,6% e UnipolSai -3,8%).

Da valutare anche il potenziale impatto per il management, tra cui l’ad di Unipol e UnipolSai, Carlo Cimbri, “che riteniamo comunque verrà pienamente sostenuto dagli azionisti della compagnia“, precisa l’esperto. Anche per gli analisti di Equita la debolezza della vigilia del titolo UnipolSai costituisce un’occasione di acquisto anche perché a fine 2013 il portafoglio strutturati della compagnia presentava una minusvalenza latente pari a -188 milioni di euro.

Inoltre, nel corso dello scorso esercizio la società ha ridotto di 1,15 miliardi il portafoglio strutturati realizzando plusvalenza per circa 35 milioni. Gli analisti di Equita ritengono quindi “molto improbabile” che l’indagine possa portare a una revisione dei concambi. Su Unipol e UnipolSai Equita mantiene la raccomandazione buy con un prezzo obiettivo rispettivamente a 6,4 euro e 2,81 euro. Invece Banca Imi teme l’incertezza per il potenziale esito dell’inchiesta e quindi ribadisce il rating hold e il target price a 4,80 euro su Unipol (add su UnipolSai).

Kepler Cheuvreux è più negativa: su Unipol ha un rating reduce. “La struttura del debito di Unipol e la sua esposizione verso Unipol Banca in difficoltà, con 2 miliardi di euro di prestiti dubbi dopo un rosso di 0,5 miliardi di euro nel 2013, rendono il titolo molto rischioso. In più, la controllata UnipolSai dovrebbe registrare un progressivo calo dell’utile a causa del deterioramento del business RC Auto e di un più basso utile da investimenti, nonostante le sinergie di costo dopo la fusione, mettendo molta pressione alla struttura del debito di Unipol“.

Autore: Francesca Gerosa – Milano Finanza (Articolo originale)

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