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Comune di Napoli: Proposta di legge Rc Auto, al via raccolta di firme

La sede del Comune di Napoli ImcAl via la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “RC auto, tariffa Italia” che vede il Comune di Napoli nel Comitato promotore. I cittadini residenti nella città di Napoli possono recarsi presso le sedi della propria Municipalità (l’elenco con sedi e orari è disponibile su www.comune.napoli.it/rca; nella pagina dedicata si potranno anche trovare l’odg del consiglio comunale sulla proposta di legge, il testo della proposta ed un dossier di approfondimento sul caro Rc Auto a Napoli) e firmare “a sostegno di un proprio diritto”.

Il Comune di Napoli – ha dichiarato l’assessore al Lavoro e alle Attività produttive Enrico Paninida tempo ha denunciato gli abusi tariffari delle compagnie di assicurazione, sensibilizzando sulla questione le istituzionali nazionali ed europee. La nostra battaglia di civiltà però non finisce qui. Siamo parte di un Comitato che ha presentato un Progetto di legge che, se approvato, consentirà ai cittadini napoletani un risparmio annuo dai 500 ad oltre 1.000 euro”.

Per il comune, sono tre i punti rilevanti dell’iniziativa: “A parità di sinistrosità o di virtuosità non ci possono essere tariffe diversificate su base territoriale; tuteliamo il reddito dei cittadini, perché l’applicazione di un principio di giustizia sociale consentirebbe un risparmio molto consistente per tanti nuclei familiari; combattiamo l’illegalità, perché il pretestuoso caro-assicurazione sta facendo lievitare il numero di chi non è in regola”.

Il nostro impegno – ha continuato Panini – sarà quello di raccogliere in città almeno 20mila firme per una battaglia di civiltà ed una buona una pratica di democrazia, confortati anche dal voto unanime del Consiglio comunale”.

L’iniziativa non raccoglie il plauso di Mo Bast!, una delle associazioni che da tempo lotta contro le divergenze tariffarie Rc Auto tra Nord e Sud. In un post pubblicato sul profilo Facebook dell’associazione, si invita il comune di Napoli “ad usare le conoscenze di chi – come noi – persegue lo stesso obiettivo (avendo portato in Europa 90.000 firme) e che dopo un anno ha dovuto cambiare il proprio obiettivo ricercando una tariffazione equa” (come illustrato anche nell’articolo La doppia verità dell’ANIA, citato qualche tempo addietro nella rubrica Voci dalla Rete di Intermedia Channel).

Abbiamo già spiegato più volte, anche a Voi – sottolinea il post di Mo Bast! –, che la tariffa unica non è perseguibile perché politici nient’affatto lungimiranti nel 1992 hanno ceduto la sovranità nazionale all’Europa (direttiva 49/92/CE), per cui le Assicurazioni si rivolgeranno sempre alla UE allorquando le si obbligheranno alla tariffazione imposta loro da uno stato (non più) sovrano”. Motivo che tra l’altro, secondo l’associazione, sarebbe alla base della dichiarazione dell’ANIAci rivolgeremo in Europa per far valere i nostri diritti” subito dopo la pubblicazione dell’art. 8 (successivamente stralciato e reinserito in un “disperso” disegno di legge) del dl Destinazione Italia.

Intermedia Channel

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