Opinione della Settimana

Muscolo (Generfid): il rimpatrio di capitali entrerà nel vivo a settembre

Rientro capitali (2) ImcSulla nuova versione del rimpatrio volontario di capitali c’è un forte interesse da parte delle private bank. Perché in ballo ci sono più di 200 miliardi di euro. È questa la stima dei capitali depositati dagli italiani nei paradisi fiscali, con la Svizzera che fa la parte del leone con 140-160 miliardi. Quel che è certo è che il provvedimento è veramente l’ultima chiamata per chi detiene i capitali all’estero, oltretutto la Svizzera a inizio maggio ha firmato con l’Ocse il protocollo per lo scambio di informazioni bancarie con gli altri Stati membri. Inoltre, la norma sulla voluntary disclosure, cioè la dichiarazione spontanea da parte del contribuente italiana dei capitali nascosti al Fisco, contiene importanti novità rispetto al testo precedente varato a inizio anno dal governo Letta. Come spiega a MF-Milano Finanza Michele Muscolo, consigliere delegato di Generfìd, la fiduciaria del gruppo Banca Generali.

Domanda. A inizio anno si stimava che con la voluntary disclosure avrebbero preso la via dell’Italia fino a 80 miliardi di euro. Cosa vi aspettate?

Risposta. Non è facile fare una stima, ci possono essere auspici, aspettative. Quel che si può dire è che la versione attuale è nettamente migliore del provvedimento del governo Letta, ovvero il decreto legge non convertito per la parte riguardante la voluntary.

D. In che senso?

R. Una novità importante, non prevista in precedenza, è l’esclusione della punibilità di tutti coloro che hanno commesso o concorso a commettere gli illeciti disciplinati dal decreto legislativo n. 74 del 2000, di cui all’articolo 4 (dichiarazione infedele) e 5 (omessa dichiarazione), nonché dell’articolo 10-bis (omesso versamento da parte dei sostituti di ritenute certificate) e 10-ter questi ultimi due non previsti nel vecchio provvedimento. Questa norma sarà senz’altro giudicata molto positivamente da tutti gli operatori del settore, come commercialisti e avvocati. Anche perché i reati di cui sopra prevedono nel nostro ordinamento pene pesanti. Forse si potrebbe far uno sforzo per chiarire il tema antiriciclaggio.

D. A cosa si riferisce?

R. Il tema riguarda la segnalazione di operazione sospetta a carico dei professionisti quando a conoscenza di un reato come l’evasione fiscale. La speranza è che il testo che diventerà legge chiarirà il comportamento da tenere nei casi di voluntary disclosure. Per quanto riguarda invece il tema dell’autoriciclaggio, si aspetta l’emanazione di un provvedimento autonomo come già preannunciato da varie fonti governative.

D. E come valuta la possibilità introdotta di dichiarare anche i capitali occultati in Italia?

R. E importante perché allarga la platea dei potenziali contribuenti. Ma c’è anche un altro punto importante.

D. Ovvero?

R. Il testo dovrebbe introdurre la forfettizzazione dell’imposta sui rendimenti dei capitali fino a 2 milioni per anno. In pratica invece della determinazione analitica dei rendimenti, sarebbe fissato a priori un rendimento del 5% annuo e l’imposta sarebbe calcolata con l’aliquota del 20%. In pratica si pagherebbe l’1% del capitale, più ovviamente le sanzioni, comunque ridotte. Una procedura semplificata, che permetterebbe una veloce definizione della pratica. Tale misura sarebbe applicabile ai cosiddetti capitali stagnanti, come le vecchie eredità. Resta ovviamente fermo il pagamento integrale delle imposte evase relative a capitali non dichiarati e costituiti da trasferimento di redditi imponibili ai fini Irpef o Iva.

D. Secondo lei quale potrebbe essere il gettito per l’Italia?

R. Se manteniamo la stima degli 80 miliardi, gli introiti erariali potrebbero superare i 2,5 miliardi. Mi auguro ovviamente che si superi abbondantemente questa cifra e che tutti coloro che mantengono capitali all’estero in violazione dell’obbligo di dichiarazione nel quadro RW decidano di aderire a questa procedura. Chi non approfitta di questa occasione non avrà altre chance e gli accertamenti che inevitabilmente subiranno, dato che ormai si va verso la completa trasparenza fiscale da parte di tutti i paesi Ocse, saranno molto cari in termini economici e pesanti in termini penali. D’altra parte mi sembra che il governo con questo provvedimento vada nella giusta direzione ed è stato fatto uno sforzo notevole per venire incontro alle richieste di non punibilità, almeno per alcuni reati, fatte a più riprese dai professionisti del settore.

D. Quali sono i tempi previsti?

R. Le date ipotizzate da fonti governative indicano un’approvazione definitiva entro fine giugno con successiva emanazione delle norme operative da parte dell’Agenzia delle Entrate, per poi partire a pieno ritmo a settembre.

Autore: Paola Valentini – Milano Finanza (Estratto articolo originale)

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