Opinione della Settimana

Sace, piano industriale in rampa di lancio

Alessandro Castellano ImcL’audizione dei vertici alla Camera. L’ad Castellano: «Il problema non sono tanto i tempi. L’importante è definire un percorso strategico che valorizzi al meglio la società»

Il piano industriale, uno dei tasselli propedeutici alla valorizzazione di Sace, «sarà presentato presto, è in rampa di lancio». Parola dell’ad Alessandro Castellano (nella foto) che ieri, a margine di un’audizione in commissione Bilancio alla Camera – la prima di una serie voluta dal presidente Francesco Boccia (Pd) sulle privatizzazioni del governo – è tornato sull’iter per l’apertura del capitale del gruppo assicurativo-finanziario. «Penso che entro l’estate saremo in grado di programmare un percorso, l’azionista ci darà dei tempi». D’altro canto, il nodo della garanzia statale, che aveva rallentato il lavoro, è stato sciolto nel decreto competitività, come ha ricordato Castellano. «La norma sblocca tutto il resto».

Ora, però, con l’entrata in vigore ieri del provvedimento, sono scattati i trenta giorni entro i quali dovrà essere approntato il Dpcm con l’ambito di applicazione della garanzia statale per i rischi non di mercato. La strada individuata è quella dell’ “excess of loss” (eccesso danni): in sostanza, una “riassicurazione” dello Stato per Paesi o settori strategici nel caso in cui si configuri appunto un eccesso di esposizione del gruppo. Spetterà poi a una convenzione tra il Mef e il gruppo declinare lo svolgimento di questa parte di attività di Sace. Che, ha ribadito ieri il presidente Giovanni Castellaneta, «anche a fronte di alcune situazioni geo-politiche di difficoltà e nonostante contesti regionali di forte tensione, ha ampliato il proprio ambito di operatività (il portafoglio di operazioni assicurate è cresciuto a un tasso medio annuo del 19,7%, ndr), estendendo la propria presenza in nuove geografie ed è oggi operativa in tutto il mondo con poche eccezioni».

La prossima sfida, dunque, è l’apertura del capitale a soci terzi attraverso la quotazione (sebbene il percorso non sia stato ancora ufficializzato). Tuttavia, come ha rimarcato ieri Castellano, «il problema non sono tanto i tempi. L’importante è definire un percorso strategico che valorizzi al meglio la società e la sua mission». Tradotto: Sace deve poter competere alla pari con le omologhe europee. Che, peraltro, hanno scelto da tempo la strada del mercato. E la francese Coface si prepara a rientrare in Borsa dopo il delisting del 2002. Un ritorno “protetto” dallo Stato che ha messo a punto un decreto per estendere a Coface Sa – la holding, oggetto della quotazione, che detiene il braccio assicurativo – i poteri già previsti per quest’ultimo: la nomina di un commissario del governo presso Coface Sa e l’estensione alla holding dei poteri di opposizione del commissario rispetto a certe decisioni del cda (tra le altre, quelle che confliggono con la mission della società) e del vaglio preventivo del ministro dell’Economia sul superamento della soglia del 10% nel capitale o sui diritti di voto.

Autore: Celestina Dominelli – Il Sole 24 Ore

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