Generali Italia sta dando frutti importanti. E’ quanto ha sottolineato oggi, a margine dell’assemblea Ania, il presidente del gruppo triestino, Gabriele Galateri (nella foto, di Giuliano Koren-Trieste), nel giorno in cui la compagnia dedicata all’Italia compie un anno. Galateri è convinto che tutto il processo che ha portato alla costituzione di Generali Italia si stia rivelando estremamente positivo.
“Credo che questa focalizzazione nei vari Paesi, con l’accorpamento anche in Italia delle attività assicurative e anche dell’assetto distributivo, stia dando risultati importanti e quindi il giudizio non può che essere positivo“, ha precisato Galateri, evidenziando il ruolo e le capacità di Philippe Donnet, il responsabile di Generali Italia, “una persona che ha grandi competenze professionali ed entusiasmo“.
Guardando invece all’intero gruppo, ha osservato che il Leone si sta rafforzando patrimonialmente come si vede anche dall’aumento degli indici di Solvency. Il coefficiente di solvibilità Solvency 1 si è attestato ai livelli più elevati mai raggiunti dal gruppo: al 152% a fine marzo e al 160% a fine aprile. Un rafforzamento patrimoniale reso possibile anche dalla dismissione di asset e il management è fiducioso di raggiungere il target di cessioni: 4 miliardi di euro. “Siamo assolutamente sulla linea indicata da Mario Greco“, ha indicato Galateri.
Tuttavia il presidente non ha voluto commentare l’andamento delle trattative annunciate a metà maggio con il gruppo brasiliano Btg Pactual per la cessione della banca svizzera Bsi. Stando alle ultime indiscrezioni, il prezzo oscillerebbe intorno a 1,4 miliardi, un valore che permetterebbe a Generali di completare in anticipo il piano di dismissioni di asset non strategici con un impatto positivo di oltre 5 punti base sul margine di solvibilità.
Trieste continuerà dunque la sua strategia di gestione autonoma degli asset, anche nel caso della quota diretta che si troverà a detenere in Telecom Italia, il 4,3%, dopo la scissione di Telco, il veicolo a cui fa capo il 22,4% di TI e di cui la compagnia triestina è azionista insieme a Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Telefonica.
“La scissione di Telco porta evidentemente ad avere la disponibilità delle azioni nei tempi in cui questo sarà possibile dopo le varie autorizzazioni. Pertanto la compagnia continua nella strategia indicata da Mario Greco di gestire i suoi attivi in maniera autonoma e indipendente e con attenzione agli interessi degli assicurati“, ha affermato in merito Galateri.
Autore: Francesca Gerosa – Milano Finanza (Articolo originale)



