Opinione della Settimana

Detassazione premi produttività, la continuità salva gli accordi stipulati nel 2013

Produttività ImcIl fronte fiscale: detassazione con le regole già sperimentate lo scorso anno se non è intervenuta una disdetta 

Sul fronte della detassazione dei premi di produttività, le regole già delineate per le somme versate nel 2013, restano valide anche per tutto il 2014.

Il Dpcm emanato il 19 febbraio e pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» 98 del 29 aprile scorso, infatti, conferma l’applicazione dell’aliquota sostitutiva del 10% dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali, lasciando salve le disposizioni operative già varate con il Dpcm del 22 gennaio 2013.

L’applicazione dell’agevolazione fiscale richiede la sussistenza di alcune condizioni: in primo luogo, la fonte di derivazione, per godere della detassazione, deve sempre risiedere in un accordo collettivo aziendale o territoriale, sottoscritto da associazioni sindacali con il grado di rappresentatività richiesto dalla legge; così come la regolazione degli emolumenti incentivanti non può originarsi nei contratti nazionali.

Poi, deve essere definita la «retribuzione di produttività» secondo le previsioni normative e di prassi: indicatori quantitativi di produttività, redditività, qualità, efficienza, innovazione (è sufficiente la correlazione a un solo parametro) e/o attivati in almeno tre di quattro aree specifiche (organizzazione dell’orario, distribuzione flessibile dei periodi feriali, maggior ricorso a tecnologie informatiche compatibili con i diritti dei lavoratori, fungibilità delle mansioni). In quest’ottica le Pmi non sindacalizzate – prive quindi delle rappresentanze sindacali presenti in azienda (Rsa o Rsu) – possono rifarsi ai contratti territoriali di settore (molti comparti si sono già attivati per dare seguito alla detassazione nell’anno in corso) o concludere intese aziendali con le associazioni dei lavoratori a livello territoriale.

Bisogna comunque essere accorti: se il datore di lavoro sceglie la prima opzione, il rimando all’accordo collettivo siglato a livello territoriale non basta, di per sé, a garantire un’applicazione corretta della detassazione, poiché l’adozione delle misure di efficientazione (in virtù delle quali vengono corrisposte le retribuzioni premiali fiscalmente agevolate) deve realizzarsi con interventi del tutto nuovi per le aziende che li applicano (l’elemento di novità doveva sussistere almeno nel 2013).

Il ministero del Lavoro ha chiarito, con la circolare 14/2014, che l’elemento di novità rispetto al passato – che ha evidenziato l’impegno per l’incremento della produttività del lavoro già l’anno scorso – potrà consentire la detassazione anche nel 2014.

Così come è possibile continuare ad applicare accordi territoriali stipulati nel 2013 ma formalmente non disdettati, anche per le mensilità a partire da gennaio 2014, purché in azienda ci sia stata continuità nell’applica zione delle misure incentivanti introdotte nel 2013.

La responsabilità della corretta gestione dell’istituto è sempre del datore di lavoro, che attesta le somme versate nel Cud. L’accertamento può arrivare sia dal personale ispettivo delle Dtl, a verifica della conformità degli accordi, sia dall’agenzia delle Entrate, sulla formazione del reddito ai fini fiscali e sulla determinazione della situazione economica equivalente del lavoratore, così come sull’applicabilità dell’imposta sostitutiva.

L’agevolazione non può invece ritenersi subordinata all’effettivo conseguimento di risultati.

Autore: Alessandro Rota Porta – Il Sole 24 Ore

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