Opinione della Settimana

Previdenza: Un new deal degli investimenti contro l’erosione del risparmio

“Occorre tenere insieme protezione e valorizzazione nel lungo periodo. Ogni tre mesi verifica indipendente sui prodotti. Facciamo scendere in campo gli agenti”, spiegano Dario Moltrasio e Domenico Quintavalle, manager di Zurich in Italia

Investimenti (2) Imc«Per chi di mestiere fa l’assicuratore, la protezione dell’investimento è un impegno imprescindibile. Anche se, a fronte di un welfare state che riduce sempre di più il suo perimetro d’intervento, non si può trascurare l’obiettivo di valorizzare il risparmio familiare tramite soluzioni che puntino alla crescita di lungo periodo». È la convinzione di Dario Moltrasio, head of retail channels per Zurich Global Life in Italia, in merito ai mutamenti in atto sul fronte del risparmio.

Le pesanti perdite sui mercati finanziari durante il picco della crisi hanno lasciato numerose ferite aperte tra i piccoli risparmiatori, che oggi si trovano a fare i conti con uno scenario di tassi ai minimi (destinati a restare tali ancora a lungo, a sentire le rassicurazioni dei banchieri centrali) che rende particolarmente ardua la generazione di rendimenti soddisfacenti. «Messa alle spalle la lunga crisi, siamo entrati in uno scenario che impone scelte attive di investimento per non rischiare l’erosione dei risparmi accumulati nel tempo», sottolinea l’esperto. Dunque, occorre dedicare una parte del proprio tempo per ragionare sulle proprie aspettative, comprendere quali potranno essere le esigenze di reddito negli anni a venire e, quindi, scegliere i prodotti finanziari più adatti al proprio profilo, anche in considerazione dei rischi che si è disposti ad affrontare. «Per quanto ci riguarda, proviamo a fornire una risposta con Zurich MultInvest, prodotto multiramo a vita intera da poco lanciato sul mercato» spiega Moltrasio. La componente assicurativa è rappresentata da una gestione separata, caratterizzata da un portafoglio prevalentemente orientato all’investimento in obbligazioni corporate e titoli di Stato, mentre la parte finanziaria è costituita da una selezione di 39 fondi comuni. «Il target di riferimento è costituito dai risparmiatori che hanno un obiettivo di accumulo nel lungo periodo, quindi non meno di cinque anni, senza finalità speculative» aggiunge.

Le esigenze possono essere le più diverse, da chi intende mettere da parte delle somme di denaro sulle quali puntare in caso di imprevisti alla possibilità di far studiare il proprio figlio, fino all’eventuale integrazione della pensione. In base alle proprie necessità e propensione al rischio, è possibile distribuire i pesi delle due componenti. L’ingresso può avvenire con un versamento unico iniziale di almeno 10mila euro, con la possibilità di integrazione con premi aggiuntivi a partire da 1.200 euro annui (che possono anche essere versati anche a rate mensili, trimestrali o semestrali).

Detto della complessità che caratterizza i mercati attuali, qualsiasi scelta iniziale andrebbe assoggettata ad analisi periodica per saggiarne la bontà. «È una questione che abbiamo ben presente — sottolinea Moltrasio —. Per questo motivo, attraverso un soggetto indipendente che si occupa solo di selezione e monitoraggio di fondi comuni, ricontrolliamo i prodotti in portafoglio ogni tre mesi, per verificare che “performino” in modo adeguato e rispettino il profilo di rischio indicato dal cliente: in ogni caso consentiamo poi il passaggio da una linea guidata all’altra per assicurare maggiore flessibilità».

Tra le finalità di chi sceglie un prodotto assicurativo vi può essere anche l’ottimizzazione fiscale, a maggior ragione dopo il 1° luglio, data in cui sono entrate in vigore le nuove aliquote sui guadagni in campo finanziario, che hanno alzato dal 20 al 26% il prelievo fiscale, con l’eccezione della parte di portafoglio investita in titoli di Stato, rimasti al 12,50%. Il prelievo per gli strumenti assicurativi scatta solo al momento del riscatto, a differenza di altri prodotti come i fondi comuni e gli Etf, caratterizzati da una contabilizzazione giornaliera.

Quale rendimento attendersi da un prodotto come quello proposto da Zurich? «Riteniamo di poter offrire ritorni interessanti, grazie alla stabilità delle gestioni separate, che storicamente hanno sempre offerto ottimi rendimenti in Zurich, specie nel medio lungo termine, maggiorati di qualche punto percentuale grazie all’esposizione sui mercati finanziari attraverso la selezione di fondi comuni», spiega Domenico Quintavalle, direttore commerciale rete agenti per Zurich in Italia. Proprio sugli agenti ha deciso di puntare il colosso elvetico delle assicurazioni per veicolare il prodotto: «In Italia rappresentano l’80% della raccolta premi nei rami danni. Un dato così alto non ha pari nel resto d’Europa».

Le reti di agenti sono presenti in maniera capillare lungo lo Stivale, e spesso diventano figure di riferimento per i clienti, tanto che i rapporti con il professionista tendono di frequente a tramandarsi di padre in figlio. «Si crea un rapporto di fiducia che può aiutare a superare i limiti culturali che finora hanno limitato il decollo della previdenza complementare nel nostro Paese, mettendo a rischio il benessere delle famiglie negli anni a venire — sottolinea Quintavalle —. L’agente conosce le esigenze del singolo cliente; è un consulente ascoltato per le soluzioni nel ramo danni, come nel vita. Mancava solo il tassello dedicato a un investimento capace di rispondere a specifici obiettivi. Un gap che puntiamo a colmare con la nostra scelta».

Autore: Luigi Dell’Olio – Repubblica Affari & Finanza (Articolo originale)

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