Opinione della Settimana

Le polizza-catastrofi volano per riqualificare l’edilizia

La proposta di Minucci (ANIA) incontra il favore del ministro ma c’è chi teme si trasformi in tassa

Assicurazione terremotoOltre 3 miliardi di euro. Tanto lo Stato ha dovuto pagare nel 2013 per risarcire i danni provocati dalle catastrofi naturali. Non un caso, certo, per un territorio come quello italiano particolarmente esposto a questo genere di pericoli, tanto da essere classificato dai Lloyds come il secondo Paese europeo per rischio sismico e il sesto per quanto riguarda il pericolo inondazioni. Ad oggi il costo dei risarcimenti viene ripartito su tutti i cittadini attraverso la fiscalità. Una situazione in parte anomala rispetto a quanto avviene nel resto del mondo.

«Quello delle calamità naturali non è, ovviamente, un problema solo italiano – spiega Aldo Minucci, presidente dell’Ania, l’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici –. Tutti i maggiori Paesi esteri, dagli Stati Uniti al Giappone, dalla Spagna alla Francia, si sono da tempo organizzati per gestire con efficienza il rischio catastrofale, adottando sistemi basati su una organica e predefinita collaborazione pubblico-privato che ripartisce chiaramente fra Stato e assicuratori, sebbene non sempre in misura eguale, la responsabilità del risarcimento in caso di sinistro».

L’OBBLIGATORIETÀ – E proprio dall’esempio estero nasce la proposta di Minucci: «Il nostro modello si basa, innanzitutto, sulla limitazione dell’intervento economico a carico dello Stato a una predeterminata percentuale del danno subito, ad esempio il 50%. Nella mia propo sta la quota di rischio esclusa dall’intervento pubblico sarebbe coperta da una polizza privata, di natura obbligatoria, sottoscritta dai proprietari di abitazione». Una possibilità, questa, a cui guarda con favore anche il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, che, presente all’assemblea annuale dell’Ania tenutasi a inizio luglio, si è detta pronta a considerare la possibilità di modifìcare l’attuale normativa. Il sistema misto pubblico-privato, secondo i dati forniti dall’Ania, comporterebbe di fatto una strutturale riduzione del costo dei risarcimenti quantificabile in almeno un miliardo di euro l’anno. La proposta però, data l’imposizione che di necessità sarebbe obbligatoria, da più parti è stata letta come una Aldo Minucci sorta di nuova tassa sulla casa.

RISARCIMENTI TEMPESTIVI – E non sarà facile farla digerire alla gente. Ma non è così per Minucci, che spiega come i vantaggi derivanti dal sistema pubblico e privato non sarebbero solo per i conti pubblici ma anche per i cittadini, grazie a una maggiore tempestività dei risarcimenti e alla possibilità di prevedere sgravi fiscali. Il sistema, secondo il presidente dell’Ania, deve infatti «prevedere incentivi fiscali volti a contenere i costi del sistema per gli assicurati, favorendo l’effettiva diffusione delle coperture». Inoltre, «i proprietari delle abitazioni, con una spesa contenuta, potrebbero contare su risarcimenti certi e tempestivi».

Secondo la proposta, l’assicurazione obbligatoria sugli immobili contro le catastrofi darebbe infine anche il via a un sistema virtuoso, potendo rappresentare un incentivo per la sicurezza: i prezzi delle coperture sarebbero infatti correlati alle misure di prevenzione adottate da i proprietari comportando quindi una progressiva riqualificazione del patrimonio edilizio.

Autore: Cecilia Pierami – Il Messaggero

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