Opinione della Settimana

CityLife, torre Isozaki a quota 50

Completato il primo grattacielo dell’area ex Fiera a Milano: sarà alto 207 metri e ospiterà la sede di Allianz

CityLife - Torre Isozaki in costruzione notturna (Foto Alberto Fanelli) ImcLa prima delle tre torri di CityLife, il grattacielo firmato dall’architetto Arata Isozaki (insieme all’italiano Andrea Maffeis), è arrivata a compimento, raggiungendo il 50esimo e ultimo piano. Ieri la società, insieme ai vertici della Colombo Costruzioni (che si è occupata della realizzazione), ha fatto un sopralluogo nell’edificio, destinato a ospitare la sede di Allianz, che sarà consegnato nell’aprile del 2015 e potrà ospitare fino a 3.800 persone. La torre (nella foto, di Alberto Fanelli), come è stato precisato più volte nel corso della presentazione, con i suoi 207 metri avrà il piano «calpestabile» più alto d’Italia. Successivamente si aggiungerà sul tetto un’antenna Rai da 37 metri che porterà la misura finale dell’edificio a 244 metri.

Al di là dell’altezza, il completamento della torre (mancano ancora la parte strutturale e le installazioni impiantistiche) è un passo importante per CityLife che fa seguito all’accordo siglato pochi giorni fa tra Generali e Allianz, che ha portato il gruppo assicurativo italiano a detenere il 100% della società e che contestualmente ha comportato che Allianz comprasse la torre Isozaki per 327 milioni. Il costo di costruzione della prima torre è stato di circa 170 milioni (escluse le spese accessorie) e accanto a questa adesso sono previsti altri due grattacieli, uno progettato da Zaha Hadid che ospiterà la sede di Generali e dovrebbe essere consegnata alla fine del 2017, e uno da Daniel Libeskind che dovrebbe essere ultimato alla fine del 2018.

A breve invece è attesa l’ufficializzazione della nomina di Armando Borghi (oggi amministratore delegato di Gabetti, nonché docente presso l’università Bocconi) come nuovo amministratore delegato di CityLife. Borghi si troverà a dover gestire il completamento del progetto di sviluppo a fronte di una situazione finanziaria che da poco è stata completamente ristrutturata. Il debito complessivo si è ridotto da 700 a 450 milioni, quota che a fine 2015 sarà ulteriormente abbattuta a 200 milioni, mentre la scadenza è stata prorogata al 2020 con un costo praticamente dimezzato e passato da un tasso Euribor maggiorato di 220 punti base a 120 punti base tout court. Il progetto insomma per Generali oggi è sostenibile nonostante il rallentamento della domanda per la parte residenziale. Oltre alle tre torri il completamento complessivo dell’intera area di sviluppo è previsto per il 2022. La costruzione dell’opera, affidata come detto alla Colombo Costruzioni (che ha realizzato anche la torre Cesar Pelli del progetto Porta Nuova), vede impegnati al momento circa 400 uomini al giorno con un coinvolgimento complessivo, dall’inizio dei lavori a luglio 2012, di circa 1.500 addetti e 115 ditte subappaltatrici.

Autore: Manuel Follis – Milano Finanza (Estratto articolo originale)

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