Opinione della Settimana

Generali, Agrusti per due ore dal giudice del lavoro

Causa intentata dalla compagnia contro l’ex direttore generale. Ieri udienza a porte chiuse a Trieste

Raffaele Agrusti Imc (Foto Giuliano Koren, Trieste)Per due ore, ieri mattina, davanti al giudice del lavoro Annalisa Multari. Da una parte Raffaele Agrusti (nella foto, di Giuliano Koren-Trieste), ex direttore generale delle Generali, con al fianco i suoi avvocati. Dall’altra, il pool di legali del Leone. Udienza a porte chiuse in Tribunale a Trieste, nell’ambito della causa di lavoro intentata dal colosso assicurativo contro l’ex dirigente. All’uscita dalla stanza che ha ospitato il “confronto“, bocche cucite: nessuno si è lasciato scappare un dettaglio su quanto dibattuto. Si è saputo solo che la data della prossima udienza non è stata ancora fissata.

Il 19 febbraio scorso il cda delle Assicurazioni Generali, su richiesta di Ivass, aveva esaminato le valutazioni del Comitato Controllo e Rischi, anche alla luce di fatti e circostanze nuovi, su alcuni investimenti alternativi effettuati in passato. Erano state inoltre analizzate le valutazioni del Comitato per la Remunerazione sul trattamento economico riconosciuto sia all’ex amministratore delegato Giovanni Perissinotto sia dell’ex dg Raffaele Agrusti negli accordi di uscita. Il consiglio di amministrazione aveva allora conferito «mandato al Group Ceo Mario Greco, di avviare immediatamente – avevano comunicato le Generali in una nota – le idonee azioni risarcitorie e di responsabilità in sede giuslavoristica» nei confronti di Agrusti e Perissinotto. Le cui cause di lavoro seguono strade indipendenti (altra questione è invece quella penale, che vede i due indagati dai pm Federico Frezza e Matteo Trìpani per “ostacolo all’esercizio delle autorità pubbliche di vigilanza”). Le azioni giudiziarie sul fronte del Tribunale del lavoro sono state decise da Generali «al fine di tutelare gli interessi patrimoniali della società», volte «a impugnare e contestare – aveva specificato la nota del Leone – gli accordi risolutivi dei rapporti di lavoro conclusi con i due manager, all’estinzione dei titoli vantati da Agrusti nei confronti della società (Generali aveva sospeso il pagamento della buonuscita da 6,1 milioni di euro concordata con l’ex dg accanto al compenso per un milione previsto per il 2013, ndr}, al recupero delle somme pagate a alla richiesta di risarcimento dei danni subiti a causa dell’inadempimento degli obblighi derivanti dai rispettivi rapporti di lavoro subordinato». Perissinotto e Agrusti hanno sempre respinto le accuse, ribadendo la legittimità del loro operato.

Fonte: Il Piccolo

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