Opinione della Settimana

Rc Auto: La convenienza dipende dal cliente e dal rischio

Comparazione Rc Auto ImcOrientarsi nella giungla delle tariffe online non è facile. A differenza di altri settori, come i mutui o i prestiti, l’ambito assicurativo è complicato dalle opzioni contrattuali, che possono prevedere franchigie, esclusioni e, soprattutto, rivalse (come quella prevista per il caso di guida in stato di ebbrezza). «Un consumatore sufficientemente preparato può fare un’analisi autonoma da solo, anche ricorrendo ai comparatori online – avverte Carlo Marietti, presidente Aiba, l’associazione dei broker assicurativi più significativa –; ma deve essere in grado di confrontare prezzi e condizioni contrattuali tenendo conto di una serie di fattori che riguardano anche, per esempio, i massimali, le rivalse, le franchigie, le esclusioni di copertura e così via. Le polizze Rc auto non sono tutte uguali; la convenienza dipende dalla tipologia di cliente e di rischio, dall’utilizzo che si fa del veicolo, esclusivo o promiscuo all’interno di un nucleo familiare, dalla presenza o meno di neo-patentati».

Anche per questo rivolgersi ad agenti o broker, che ancora detengono rispettivamente l’87% e il 2% del mercato auto, consente di contare su una consulenza professionale che individua il prodotto giusto. E non è detto che non si possa ottenere anche qui sconti. Anzi, i professionisti tradizionali, loro malgrado, sono spesso pressati dai clienti. Soprattutto dai più informati che, prima della scadenza contrattuale, arrivano in agenzia con il preventivo scontato ottenuto online e sono costretti ad adeguarsi per non perdere clienti che hanno stipulato un pacchetto di polizze importante per l’agenzia.

Il trend dei prezzi conferma questo fenomeno. Sulla base delle informazioni che Aiba raccoglie attraverso l’Osservatorio dei prezzi Rc auto in collaborazione con Innovation Team si nota che l’andamento delle tariffe è in costante contrazione anche per i canali tradizionali. La tendenza si era già percepita a fine 2013: «Sempre più le compagnie tradizionali tendono a lasciare alle proprie reti un margine di negoziazione e quindi di flessibilità tariffaria di tipo commerciale – spiega Marietti –. Questo fenomeno, che si è andato amplificando nelle ultime revisioni tariffarie, porta a un diverso trattamento della stessa tipologia di cliente – quindi dello stesso rischio – a seconda del punto vendita a cui si rivolge; con differenziazioni applicate sullo stesso rischio anche da parte della medesima agenzia, per effetto di scelte commerciali autonomamente applicate dall’agente sulla base della maggiore o minore importanza rappresentata dal cliente. E anche lo stesso mondo del brokeraggio, nell’ambito del collocamento dei contratti Rc auto retail, si ritrova in una posizione di incertezza». Ci sono in sostanza, per Marietti, clienti “di serie A” e di “serie B“, con una certa incoerenza rispetto al principio generale dell’obbligo a contrarre e della valutazione del rischio.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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