Opinione della Settimana

Cimbri: entro l’anno Banca Sai sarà integrata in Unipol Banca

Carlo Cimbri (4) Imc

Unipol vara una semplificazione societaria ed entro l’anno Banca Sai sarà integrata in Unipol Banca. Ad annunciarlo è stato ieri il ceo del gruppo Carlo Cimbri insieme ai conti. Il gruppo assicurativo ha chiuso i primi sei mesi con un utile consolidato di 357 milioni (+4,5%)

Il nuovo slogan nella lunga marcia di consolidamento della galassia Unipol è «semplificazione», quella societaria da un lato e quella del capitale dall’altro. L’amministratore delegato di Ugf e UnipolSai, Carlo Cimbri (nella foto), nel corso della conference call di presentazione dei risultati dei primi sei mesi dell’anno, ha riassunto così, in una parola, le priorità del gruppo assicurativo che ha archiviato i sei mesi con un utile netto consolidato di 357 milioni di euro (+4,5% rispetto ai primi sei mesi del 2013). La semplificazione societaria, in particolare, toccherà due settori: quello bancario da un lato e quello immobiliare dall’altro.

Per quanto riguarda il settore del credito, controllato da Ugf, Cimbri confida di archiviare l’integrazione tra Unipol Banca e Banca Sai, già prevista dal piano industriale, entro la fine dell’anno. Complice il fatto che a giugno scorso Unipol Banca ha completato l’aumento di capitale da 100 milioni e ha approvato il progetto di incorporazione. Nell’immobiliare, invece, durante il primo semestre si è proseguito nel percorso di razionalizzazione del patrimonio in portafoglio e nella ricerca di occasioni di valorizzazione. Contemporaneamente è stato avviato un piano di semplificazione che prevede la fusione di tutte le società partecipate al 100% per ridurre il numero delle controllate, facilitare la governance e razionalizzare i flussi finanziari infragruppo.

Il prossimo step, in tema di capitale, sarà invece la trasformazione delle azioni “speciali” in ordinarie. In particolare, il ceo ha spiegato che: «Dopo l’estate si valuterà se procedere a una semplificazione della azioni in circolazione. Prima verrà condotta una verifica con le autorità e poi ci si muoverà di conseguenza». Al momento esistono tre tipi di titoli: ordinari, Risparmio A e Risparmio B.

Il confronto con la comunità finanziaria è servito anche per fare il punto su un altro tema chiave: gli strutturati in portafoglio. Questione, come noto, al vaglio anche delle procure. Nel semestre i titoli sono diminuiti per circa 1,1 miliardi con una plusvalenza di 24 milioni. Negli ultimi 18 mesi il portafoglio di titoli di livello 2 e 3 è stato ridotto complessivamente di circa 2 miliardi, portando l’ammontare dai 5,29 miliardi di fine 2012 agli attuali 3,28 miliardi. Il valore di mercato attuale è di 3,18 miliardi, con una minusvalenza latente di 93 milioni. A fine 2013 il portafoglio ammontava a 4,08 miliardi con una minusvalenza latente di 357 milioni, mentre a fine 2012 la minusvalenza era di 554 milioni.

Autore: Laura Galvagni – Il Sole 24 Ore

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