Opinione della Settimana

Assicurazioni sanità, tempo scaduto: resta il caos

Rc professionale medici - Stetoscopio ImcPer i medici polizze da 500 a 20mila euro. L’Ordine protesta: è una giungla normativa

È scattata l’ora X. Dopo anni di proroghe e incertezze, da qualche giorno la tanto discussa obbligatorietà delle polizze professionali per i medici è stata sancita per legge. Il quadro, però, è ancora abbastanza confuso e lacunoso, tanto il presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, Bruno Zuccarelli, parla di «scenario molto incerto e preoccupante».

Al momento c’è un esercito di dottori che deve ancora formalizzare il contratto. E nonostante se ne parli da anni non ha ancora le idee chiare sul da farsi. Per il vertice ordinistìco, infatti, il rischio maggiore è «quello di finire in una vera e propria giungla, dove il professionista viene abbandonato tra le fauci voraci delle assicurazioni, alle quali basta il sospetto di un errore medico per la rescissione del contratto. Per non parlare dei giovani colleghi e dei liberi professionisti che potrebbero trovarsi in serie difficoltà».

Qualche dato. Ventitremila sono i medici iscritti all’ordine, di cui il venti per cento circa in pensione. Cinquemila i medici di famiglia (per i quali il costo si aggira sui 500 euro all’anno). I dottori con contratto (e pertanto coperti, sia pure parzialmente, da una polizza ospedaliera che non riconosce però i grandi rischi e va pertanto integrata) sono circa diecimila. «Dei medici di famiglia – spiega Giuseppe Tortora del Sumai (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell’Area Sanitaria – ndIMC) di medicina generale – solo la metà è già assicurata. Il resto dovrà farlo al rientro dalle ferie».

Secondo Zuccarelli l’auspicio che l’obbligatorietà potesse calmierare i costi dei contratti non sembra essersi avverato. Proprio come per la Rc Auto, il costo delle coperture è molto alto. E per alcune branche ritenute “a rischio” – ginecologi, chirurghi generali, chirurghi plastici – è addirittura proibitivo. Dice il leader dei medici: «Si pensi ad esempio a specializzazioni come ostetricia e ginecologia, ortopedia e chirurgia plastica. In questi casi si può arrivare a pagare polizze da 15 o 20 mila euro l’anno, quasi 2 mila euro al mese, con un massimale che non supera un milione, o un milione e mezzo di euro. Mi chiedo come un giovane collega o un qualsiasi professionista possa sostenere una spesa tanto alta. È evidente che in futuro saremo esposti al rischio di una vera e propria fuga di specialisti da questi ambiti della medicina».

«Il mio timore – riprende Zuccarelli – è che le maggiori difficoltà ricadranno in capo ai giovani e ai liberi professionisti. Ripeto mi preoccupa la possibilità che nei prossimi anni si assista ad una vera e propria fuga da branche della medicina come la ginecologia e la chirurgia d’urgenza». Secondo il presidente dell’Ordine sarà importante monitorare il comportamento delle società di assicurazione, accertarsi che i costi delle polizze siano congrui con la copertura fornita. «La questione è molto delicata: “lacci”e “lacciuoli” di questi contratti rischiano di mettere i medici in grave difficoltà».

Quando si stipula un contratto d’assicurazione, raccomanda Zuccarelli, è fondamentale guardare con attenzione a tutti i cavilli e a tutte le clausole previste. Una delle questioni più importanti è infatti quella della retroattività, la copertura deve intervenire anche per quanto può essere accaduto negli anni precedenti alla stipula. Oltre naturalmente alla questione della durata del contratto. «In definitiva il consiglio che mi sento di dare ai colleghi è quello di rivolgersi solo a professionisti seri» suggerisce il vertice ordinistico. In quanto ai dipendenti di aziende sanitarie, saranno le Aziende stesse a provvedere ad una polizza assicurativa per colpa lieve, valida anche per l’attività svolta in intramoenia. «Ma è chiaro che in molti casi i medici saranno portati a provvedere ad un’integrazione per la colpa grave. Naturalemnte a fronte di importanti esborsi».

E quali saranno le ripercussioni sui cittadini? «Su questo vorrei rassicurare un po’ tutti. Sono convinto che i colleghi non ribalteranno sui cittadini il costo di queste assicurazioni. Del resto chi più dei cittadini campani, vessati dall’Rc auto, può comprendere la delicatezza del momento. Il rischio, semmai, è che tutto ricada sulle spalle di tutti i medici e odontoiatri» conclude Zuccarelli.

Autore: Marisa La Penna – Il Mattino

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