Opinione della Settimana

Sul rumore conta il danno passato

La società che gestisce un’autostrada e non installa barriere fono-assorbenti può essere chiamata a risarcire per i danni, anche esistenziali, se l’inquinamento acustico diventa intollerabile. La Corte di cassazione, con la sentenza 18195 depositata ieri, pur prendendo atto che la società autostradale aveva preso gli opportuni provvedimenti anti-rumore installando le protezioni, conferma la condanna a risarcire nove cittadini, con circa 5mila euro ciascuno.

Era la stessa società che aveva presentato un ricorso, alla base del quale c’era la scelta del criterio cosiddetto comparativo (3 decibel superiore al rumore di fondo) adottato dai giudici di merito per stabilire la soglia di “sopportazione“, malgrado l’assenza di una specifica normativa di settore.

Cassazione - Esterno (2) ImcPer i giudici della Terza sezione civile, però, la mancanza di una norma ad hoc è facilmente superabile col procedimento analogico, come spesso avviene nel nostro ordinamento. Per spiegare come è perché, la Cassazione parte dalla Costiuzione che, con gli articoli 2 e 32, indica come fondamentale per l’individuo il diritto alla salute. A disciplinare le immissioni, anche rumorose, nei rapporti tra privati ci pensa invece l’articolo 844 del Codice civile.

Verificato il diritto a “salvaguardare i timpani” e l’esistenza di una norma che aiuta in tal senso, i giudici non vedono impedimenti alla sua estensione anche ai rapporti tra i privati e i concessionari della pubblica amministrazione. L’operazione da fare è quella di coordinare il principio guida della normale tollerabilità, dettato dall’articolo 844, coordinandolo con il criterio comparativo, che assume come punto di riferimento il rumore di fondo della zona e che consiste «nel confrontare il livello medio del rumore di fondo con quello del rumore rilevato nel luogo soggetto alle immissioni, al fine di controllare se sussista un superamnto non tollerabile del livello medio di rumore, a che viene fissato in tre decibel superiore al rumore di fondo». Verificato che la soglia era stata superata, è scattato il risarcimento.

Autore: Patrizia Maciocchi – Quotidiano del Diritto (Articolo originale)

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