Opinione della Settimana

Rc professionale, medici non assicurati senza sanzioni

Mutua - Assicurazione sanitaria Imc

(Autore: Federica Pezzatti – Plus24)

Una lettera degli ordini al ministro denuncia la mancanza del Dpr

Non ci saranno per ora sanzioni per i medici che non si sono ancora assicurati con una polizza Rc professionale, nonostante l’obbligo sia scattato da quasi un mese (15 agosto). Lo ha precisato con una lettera dai toni cordiali, ma decisi, il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FnomCeo), organo deputato a sanzionare gli inadempienti.

«L’obbligo di assicurazione per gli esercenti le professioni sanitarie “non è operante” fino a quando non sarà stato emanato il Dpr previsto dal decreto legge Balduzzi, che disciplinerà le procedure e i requisiti minimi e uniformi per l’idoneità dei contratti assicurativi – spiega la missiva indirizzata da Fnomceo il 4 settembre al Ministro della salute Beatrice Lorenzin. Né, sino ad allora, sarà considerato illecito disciplinare, come invece previsto dalla Legge (articolo 5 del Dpr 137/12), la mancata stipula, da parte dei professionisti, di una polizza assicurativa». In altri termini senza Dpr non opera l’obbligo e non ci saranno sanzioni. Nei mesi scorsi la federazione, in assenza del Dpr (atteso da giugno 2013) aveva richiesto un’ulteriore proroga che però non c’è stata.

La categoria si trova quindi nella stessa condizione degli avvocati, in attesa dal 2012 del decreto ministeriale previsto dalla riforma dell’ordinamento della professione forense.

Come spesso accade in Italia l’obbligo legislativo risulta inapplicabile per mancanza del decreto attuativo, un problema che coinvolge circa 1,2 milioni di professionisti alle prese con un mercato dove trovare una polizza, per alcune categorie, è quasi impossibile. «Non vogliamo incentivare la non assicurazione – precisa Amedeo Bianco, presidente del Fnomceo –. I professionisti del nostro settore si erano già dotati di forme assicurative anche prima dell’obbligatorietà. E il dovere di stipulare una copertura assicurativa è stato inserito anche nel nostro codice deontologico. Tuttavia i professionisti devono essere messi in condizione di assolvere tale obbligo con polizze accessibili. Invece aumentano le disdette e peggiorano le condizioni. Gli importi richiesti sono elevatissimi: mediamente un ginecologo che assiste a parti, per una polizza con un massimale di 3 milioni paga un premio annuo che arriva a 27mila euro». Respinge le accuse l’Ania. «Occorre rimuovere le cause di fondo del problema – spiega Aldo Minucci, presidente dell’associazione delle assicurazioni – circoscrivendo la responsabilità dei medici e delle strutture; attuando idonee misure di gestione del rischio; ponendo un tetto ai danni, con l’approvazione delle tabelle di risarcimento dei danni biologico».

Nel caos che si è creato si fanno sentire anche i grandi broker. «In assenza delle linee guida si blocca ogni processo decisionale da parte degli ordini, delle società scientifiche e dei sindacati, soggetti deputati alla stipula di polizze collettive – spiega Giorgio Moroni, consigliere delegato di Aon, che sono le uniche in grado di risolvere il problema di un settore ad alta frequenza di sinistri, talvolta ad alta severità». Il Dpr atteso deve anche dipanare il nodo spinoso della gestione del “fondo di solidarietà” previsto per alcune categorie che dovrà essere alimentato anche dal contributo a carico delle imprese di assicurazione (in una misura non superiore al 4% dei premi). Altri punti restano inoltre da chiarire come l’applicazione della normativa ai medici in formazione specialistica; ai giovani medici non occupati o atipici; ai pensionati che, pur non esercitando più, vogliono restare iscritti all’Ordine.

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