Opinione della Settimana

Sace, via al fondo per l’export

La sede di Sace IMC

(Autore: Celestina Dominelli – Il Sole 24 Ore)

Operativo lo strumento per sottoscrivere i mini-bond delle Pmi

Sace (nella foto, la sede) accende ufficialmente i motori del nuovo strumento ideato per supportare le imprese con una forte vocazione all’export e all’internazionalizzazione. È infatti operativo il fondo “sviluppo export” che sarà dedicato alla sottoscrizione dei mini-bond emessi dalle piccole e medie imprese che hanno ancora difficoltà ad accedere a canali di finanziamento diversi da quello bancario.

Il fondo, predisposto dal gruppo guidato da Alessandro Castellano e gestito da Amundi Sgr, tra le prime società estere di gestione di portafogli presenti sul mercato italiano, avrà una dotazione di 350 milioni: 175 milioni assicurati dalla stessa Sace, mentre altrettanti saranno a leva e messi a disposizione da un finanziatore con cui il confronto è già in corso di finalizzazione.

Un ulteriore supporto, quindi, a favore delle aziende. E sono già allo studio alcuni dossier relativi a imprese che operano soprattutto nella meccanica strumentale e nell’agro-alimentare. L’identikit dei possibili beneficiari è chiaro: aziende che, come detto, sono votate all’export e all’internazionalizzazione, ma anche con una propensione all’innovazione, come pure alla ricerca e sviluppo.

Quanto alla tipologia di emissioni che potranno usufruire del supporto del fondo Sace, si tratta di titoli obbligazionari che hanno un taglio fino a 12,5 milioni, scadenza massimo 5 anni, con cedola a tasso fisso o variabile e con rimborso rateale o a scadenza. L’obiettivo è quindi intervenire per migliorare la gestione finanziaria delle pmi consentendo loro di allungare, per esempio, la durata del debito.

Il ruolo del gruppo assicurativo-finanziario, dunque, si estrinsecherà su tre diversi fronti visto che Sace agirà come promotore, investitore e anche garante per l’intervento di altri. Il fondo, infatti, potrà muoversi da solo a supporto delle aziende che avranno determinate caratteristiche, ma potrà anche lavorare in partnership con altri fondi. E ancora, intervenire come garante di altri strumenti. Con il fine ultimo comunque di mobilitare, sfruttando l’effetto leva, più risorse e ridurre così le criticità nell’approvvigionamento delle imprese in una fase di persistente restringimento dell’offerta di credito. 

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