
(Autore: Stefano Origone – La Repubblica Genova)
Uffici inesistenti e tagliandi falsificati i pagamenti effettuati solo con PayPal: sette indagati, un centinaio di vittime
Un numero VoIp (che permette di effettuare telefonate usando una connessione internet) e un ufficio virtuale. Contrassegni clonati e pagamento rigorosamente su un conto PayPal. Ci sono voluti tre mesi, ma alla fine la polizia municipale (di Genova – ndIMC) è riuscita a identificare i sette esperti informatici che hanno ideato una mega truffa, che ha permesso di derubare un centinaio di automobilisti vendendo coperture assicurative taroccate. Sul registro degli indagati sono finiti quattro pregiudicati di Napoli e tre hacker: di Prato, Montecatini e Roma.
La corposa documentazione è stata consegnata al sostituto procuratore Marcello Maresca: l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. L’indagine dei vigili è nata quasi per caso, grazie a una segnalazione dei colleghi di Chiesina Uzzanese, in provincia di Pistoia, che avevano fermato un automobilista con il tagliando falso di un’agenzia di Genova di una nota assicurazione (la Sun Insurance di piazza Piccapietra, completamente estranea ai fatti, che ha sporto denuncia per tutelarsi).
A metterli sulla strada dei sette truffatori, è stata la prima vittima, che ha raccontato di aver pagato quel tagliando, 600 euro semestrali per una piccola Toyota Yaris, chiamando un numero con prefisso 010. È emerso nel corso degli accertamenti, che corrispondeva a un cellulare. La banda, infatti, grazie al sito Messagenet.com, operatore telefonico leader nei servizi on-line VoIp e VoIp mobile, aveva creato diverse utenze (quasi) impossibili da tracciare, intestate a persone prese a caso dall’elenco telefonico.
Trovare il bandolo della matassa è stato ancora più difficile perché il traffico internet “percorreva” Norvegia, Spagna e Portogallo. Con un lavoro certosino, i vigili hanno ricostruito la “mappa” delle truffe. Sono saltati fuori altri tagliandi clonati, questa volta utilizzando il nome dell’assicurazione Groupama (come Sun Insurance vittima di questo raggiro).
La tecnica consisteva nell’inviare migliaia di mail a potenziali clienti, con la proposta allettante di sottoscrivere polizze a basso costo. Spacciandosi per agenti di assicurazioni così note, sono stati in tanti a cadere nella trappola. Complici, pare, anche i titolari di alcuni autosaloni, che al momento dell’acquisto della macchina, indicavano ai clienti i nomi dei sette indagati per risparmiare. Come accade per le assicurazioni telefoniche, l’operazione avveniva online.
Gli ignari clienti, pensavano a un affare legale perché ricevevano nel giro di poche ore la copertura con tanto di tagliando inviato via mail. Tutto finto. È stato facile incastrarne almeno un centinaio perché il pagamento avveniva in tempo reale tramite PayPal. E proprio da questo sistema di pagamento e dalle carte di credito usate per attivare le linee telefoniche, che i vigili sono riusciti a identificare i sette truffatori.




