Opinione della Settimana

Periti: quali prospettive per la categoria?

Perito assicurativo (3) Imc

(Fonte: Il Giornale; Articolo di Luciano Fumagalli, tratto dal Giornale delle Assicurazioni n. 9 – Agosto/Settembre 2014)

Per rilanciare il loro ruolo nel mondo assicurativo, gli studi dovranno promuovere innovazioni organizzative e tecnologiche. Ma anche crescere e unire le forze. Se ne è parlato a una tavola rotonda del Giornale delle Assicurazioni

Il mondo della perizia è in grande evoluzione. Le compagnie continuano nella politica dei prezzi bassi e di tempi sempre più rapidi. Si diffondono sistemi, come l’indennizzo diretto, che sembrano bypassare la figura del perito. Si prospetta l’arrivo in Italia di grandi player internazionali. Ecco allora che crescono le reti di professionisti che si uniscono per realizzare economie di scala e recuperare redditività, molte strutture si specializzano in nicchie di mercato. Soprattutto i periti cercano di fare fonte comune per avere più peso contrattuale nel confrondi dell’industria assicurativa.

Infatti, il processo di unificazione della categoria sta accelerando. In questo mese Anpaird e Preas (senza Assit, diversamente da quanto erroneamente era stato da noi riportato nel Giornale delle Assicurazioni di luglio-agosto) si fondono in Anpre, associazione nazionale periti rami elementari. Il nuovo soggetto, con Aipai, Assit e Collegio lombardo dei periti daranno vita, entro fine anno, alla federazione o confederazione unica dei periti dei rami non auto. Il nuovo organismo unitario avrà il compito di rappresentare, promuovere e difendere gli interessi generali della professione nei confronti di istituzioni, autorità di controllo, e tutti i diversi player del mercato.

Ogni associazione resterà autonoma, ma si prevede un percorso di integrazione progressiva.

Riuscirà la federazione unitaria a incidere sul mercato? Davvero i network possono ridare slancio al settore? E quali sono le prospettive nel lungo periodo dei periti?

A questi interrogativi ha cercato di rispondere la tavola rotonda Quali prospettive per il mondo peritale?, organizzata dal giornalista Luciano Fumagalli per il Giornale delle Assicurazioni. Al dibattito, moderato da Angela Maria Scullica, direttore del Giornale delle Assicurazioni, BancaFinanza ed Espansione, hanno partecipato: Roberto Caporali, responsabile rete tecnici di A&A; Alessandro Chiari, vicepresidente di Aipai; Massimo Ferro, amministratore unico di All Consulting; Fabio Fossati, presidente di Preas; Gian Luigi Lercari, amministratore delegato di Lercari srl; Mauro Massafra, socio di Loss adjusters integrated solutions (Lais); Filippo Zaffarana, amministratore delegato di Federperiti gest srl e presidente di Federperiti. Ed ecco che cosa è emerso.

Domanda. Quando nascerà la confederazione dei periti?

Fossati. Direi che siamo a buon punto. La volontà di unirsi è molto sentita da tutti i periti delle diverse associazioni. Attualmente è in corso di elaborazione lo statuto, un passo importante, che comporta delle scelte di fondo strategiche. Per esempio, l’organizzazione deve essere aperta o chiusa? A quali soggetti è rivolta? La nostra. intenzione è di dar vita a una struttura chiusa, in pratica, chi c’è, c’è. Per lungo tempo ci siamo impegnati a raggiungere tutti i soggetti rappresentativi del mondo peritale, aspettando che maturassero le rispettive decisioni. Beninteso, chi vuole può ancora partecipare, ma deve farlo adesso. Perché oggi abbiamo i problemi e oggi dobbiamo trovare le soluzioni. Io sono l’ultimo presidente di Preas, un’associazione che in questo mese di settembre si unirà ad Anpaird, per dar vita ad Anpre, associazione nazionale periti rami elementari. È un passo che era già maturato prima che si concretizzassero le ipotesi della confederazione, e che forse le ha favorite. Il nostro obiettivo più importante oggi è però quello di costituire il nuovo ente per l’inizio del nuovo anno…

Ferro. Personalmente sono favorevole alla confederazione. Ma penso che la tempistica sia tanto importante quanto il cambiamento. Siamo cinque associazioni di 250-300 persone, bisognerebbe arrivare il più rapidamente possibile a questa “unione”. I nostri clienti e le compagnie corrono. E noi dobbiamo avere tempi di reazione molto rapidi.

Fossati. Potevamo partire prima, ma abbiamo voluto che il nuovo soggetto potesse essere riconosciuto anche dal ministero dello Sviluppo economico, in base alla legge 4 del 2013, come organismo in grado di certificare la professionalità dei propri aderenti. Per realizzare questo obiettivo occorrono, per esempio, più sedi locali, un comitato tecnico-scientifico, e altre caratteristiche che fino a oggi, nella vita associativa dei soggetti attualmente esistenti, non erano mai stati necessari.

D. Quindi ci saranno diversi enti certificatori e non uno solo, la futura confederazione?

Fossati. In ambito Uni, per il momento, vedono come soggetti certificatori le singole associazioni. Noi stiamo però creando un cammino che in prospettiva futura, le svuoterà di compiti per riempire invece progressivamente la confederazione. Ma non possiamo, e non vogliamo, correre senza badare alla salvaguardia delle specificità – Aipai, per esempio, fa parte di Fuedi, che riconosce una sola associazione peritale per ogni paese europeo – che vanno rispettate e che richiedono passaggi morbidi.Il più importante obiettivo della confederazione comunque è quello di definire le caratteristiche della professione di perito. Tutte le associazioni stanno contribuendo alla creazione della norma Uni che verrà la luce nel primo semestre del 2015.

D. Per fare “lobby” nel senso anglosassone del termine?

Chiari. Mi sembra un po’ troppo forte, come termine… Cerchiamo di costruire un soggetto con un’unica rappresentatività, mentre ogni singola associazione manterrà la propria identità per la parte culturale, formativa, comunicativa e per alcuni criteri interni di suddivisione dei soci. Aipai, per esempio, ha un proprio percorso formativo: si inizia come socio junior, superato un esame si diventa socio effettivo, quindi, dopo ulteriori otto anni di esperienza e un altro esame, si può diventare socio senior con riconoscimento europeo. Aipai è l’unica associazione italiana che fa parte della Fuedi, la federazione europea delle associazioni peritali. Non è escluso che la federazione potrà aiutare le altre associazioni ad avvicinarsi all’Europa. Aipai ha promosso presso l’Uni l’accreditamento del perito rami elementari e in quella sede sono stati invitati tutti gli operatori del settore, che stanno creando la normativa di riferimento per poter essere accreditati. Per arrivare a questo sarà necessario effettuare alcune modifiche agli statuti e ai regolamenti delle singole associazioni, un adeguamento necessario perché Uni ha imposto regole molto rigide.

Zaffarana. Io sono perplesso da quanto sentito finora. Primo punto: noto un equivoco di fondo, perché o ci si riferisce a professionisti di rami elementari o, se si parla in termini generali, ci sono altri tipi di periti. Secondo punto: apprendo solo adesso di questa volontà di unione: a noi di Federperiti, che siamo una federazione di associazioni di periti assicurativi e danni, nessuno ha mai segnalato la possibilità di dare un contributo. Poiché il processo è condivisibile, è sicuramente condiviso. Mi rendo perfettamente conto che, isolandosi e in questo preciso momento storico, ci si fa solo del male. Ma, signori, vi ricordo che noi siamo sul mercato dal 1992…

Fossati. Non siete stati coinvolti perché la vostra realtà ha un approccio commerciale più che professionale, peraltro rivolto soprattutto al settore Rc auto, che non coincide con quello delle nostre associazioni.

Zaffarana. Noi abbiamo tra i nostri iscritti anche periti rami elementari e quindi, da questo punto di vista, devo dire, adesso sono rimasto perplesso. Il desiderio di mettere insieme tutti si scontra con un fatto reale: nessuno a noi (e non so di altri) ha detto alcunché. Prendo nota del fatto che c’è un’iniziativa di creare una federazione dei periti in cui ci siano tutti i soggetti che interagiscono sul mercato e che c’è stata una censura a monte, a mio avviso, non giustificata e non giustificabile.

Lercari. Per me è ancor più riduttivo parlare di periti rami elementari, perché sono qualcosa di veramente molto specifico. Sappiamo che esiste il mondo della responsabilità civile, quello dei trasporti, dei rami tecnologici, esistono così tante realtà che è molto più qualificante la parola “periti” che la definizione “periti rami elementari”. Il secondo punto è che, sulla base di quanto a me noto, sono stati coinvolti nel processo di unificazione gli iscritti delle associazioni e Federperiti non è un socio di questi organismi, ma è una società che sotto la forma di associazione si propone al mercato.

Zaffarana. Facciamo chiarezza: Federperiti è una federazione di associazioni provinciali, interprovinciali, regionali che raccolgono periti assicurativi, per i quali c’è una specifica normativa, e rami elementari, dove ci sono tutti i professionisti che non sono regolamentati. La Federazione è no profit, ha costituito a latere alcune società operative (tre di gestione perizie auto e rami elementari, una investigativa e una che si occupa di servizi innovativi) e di cui è l’unica proprietaria esclusiva. Si tratta quindi di una forma moderna di cooperativa, in quanto la federazione è di proprietà delle associazioni che a loro volta appartengono ai loro iscritti. Chi va a offrire lavoro sono le società operative, del tutto autonome rispetto alla federazione, che si interessa, invece, di formazione, di aggiornamento, di organizzazione di aspetti associativi. Le società hanno come unico azionista la federazione e non vi è alcun interesse privato – non abbiamo nulla da eccepire sul profitto, ma la nostra è una impostazione completamente diversa rispetto alle tante società di servizi che oggi operano sul mercato del danno.

Fossati. Da 30 anni partecipo alla vita associativa del nostro settore, e negli ultimi dieci ho visto intensificarsi le iniziative e i rapporti tra le associazioni. Se non ci sono state occasioni (con Federperiti), forse questo significa che non ci sovrapponiamo sulle stesse realtà.

Zaffarana. Non voglio innescare polemiche, ma dal nostro punto di vista le associazioni dei periti rami elementari si sono ritenute sempre una sorta di casta separata. Non hanno interagito con altri e noi siamo stati sempre nei nostri quattro stracci e siamo andati avanti comunque…

Chiari. Evidentemente in questi dieci anni non ci sono state occasioni: è la prima volta che ho la possibilità di incontrarla e conoscere la vostra realtà. Sono certo che nel prossimo futuro avremo modo di confrontarci sui problemi comuni e lavorare assieme.

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