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Fondo Pensione Agenti: Riprende la trattativa con ANIA e SNA chiama gli aderenti al presidio

Claudio Demozzi (6) Imc

Il 6 ottobre si riapre il dialogo con l’ANIA sul salvataggio del Fondo Pensione Agenti. In occasione dell’incontro con tutte le parti coinvolte (associazione delle imprese assicurative e rappresentanze di categoria degli agenti professionisti, il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione invita i propri aderenti a prendere parte – sempre il 6 ottobre – a un presidio a Roma in Piazza Barberini. Secondo le ultime indiscrezioni l’ANIA potrebbe proporre di elevare il proprio contributo dagli attuali 16 a 150 milioni

È previsto per il prossimo 6 ottobre l’incontro tra i vertici di ANIA e delle rappresentanze di categoria degli agenti professionisti (SNA, UNAPASS e ANAPA) presso la sede romana dell’associazione delle imprese assicurative per riaprire il dialogo e individuare le misure adeguate per riequilibrare il bilancio prospettico del Fondo Pensione Agenti. Una riapertura del dialogo che avviene nella stessa giornata della convocazione di un presidio proprio dinanzi alla sede dell’ANIA a cui sono invitati gli agenti di assicurazione. Si tratta di una prima iniziativa di mobilitazione che il Sindacato Agenti di Assicurazione ha previsto di organizzare nel mese di ottobre, nel caso che dall’incontro con l’ANIA non uscissero le rassicurazioni auspicate sulla vicenda Fondo Pensione Agenti. Fra queste, si parla di un’apertura ad elevare a 150 milioni il contributo delle imprese dagli attuali 16 milioni proposti.

“È ormai nota a tutto il settore la situazione del Fondo Pensione Agenti – dichiara Claudio Demozzi (nella foto), Presidente dello SNA –. Alla luce delle ipotesi predisposte dallo stesso Consiglio di Amministrazione del Fondo (ipotesi approvate all’unanimità dall’intero Organo composto dai rappresentanti degli agenti e dai delegati ANIA) è emerso che è possibile riequilibrare lo sbilancio prospettico senza snaturare il nostro strumento di previdenza, che opera su forti presupposti solidaristici e sul principio della prestazione definita. L’offerta di intervento finanziario dell’ANIA è tuttavia di appena 16 milioni di euro, contro i 350 milioni che, secondo SNA, dovrebbero costituire la quota di sua competenza in considerazione della pariteticità della contribuzione e della gestione del Fondo stesso. Avere quei 16 milioni o non averli non cambierebbe il peso del sacrificio che tutti noi, agenti in attività e pensionati, saremmo chiamati a sostenere vedendo drasticamente ridotte le prestazioni attuali e quelle attese”.

A nulla sono valsi fino ad oggi gli incontri tra le rappresentanze degli agenti e l’Associazione delle Imprese. “La pregiudiziale posta dall’ANIA – sottolinea una nota del Sindacato Nazionale – (trasformazione in un fondo a contribuzione definita e limitato intervento finanziario), di fronte alla quale in un primo momento le altre rappresentanze degli agenti hanno assunto un atteggiamento possibilista, se non addirittura di passiva accettazione, ha condizionato l’esito di quel tentativo di dialogo. Lo SNA, dal canto suo, ha sempre rivendicato con forza il diritto a non vedere snaturato e svuotato lo strumento previdenziale della categoria, fino a paventare la discesa in piazza di migliaia di agenti in attività e pensionati. Solo dopo che questa posizione è stata resa pubblica, attraverso un efficace tam tam mediatico, l’ANIA ha proposto un nuovo incontro, che si terrà a Roma il prossimo 6 ottobre, al quale SNA ha deciso di partecipare dopo aver ricevuto, come richiesto, rassicurazioni sui contenuti del confronto”.

A questo incontro parteciperà una delegazione del Sindacato Nazionale “sostenuta da un presidio dimostrativo che si terrà nella vicina Piazza Barberini, con cartelli e slogan, per avvertire di ciò che la categoria è pronta a fare in caso di esito negativo della trattativa: una grande manifestazione di piazza di agenti in attività e agenti pensionati. In questa prima fase parteciperanno al presidio, che è sostenuto anche dal Comitato dei Gruppi Aziendali Agenti aderenti a SNA, soprattutto i dirigenti provinciali e nazionali e i coordinatori regionali, ma anche i singoli agenti che volessero farlo”.

“Proprio in queste ore giungono, infatti, informali notizie – conclude Demozzi – di una possibile nuova apertura dell’ANIA, che parrebbe disposta ad elevare il contributo delle Imprese da 16 a 150 milioni di euro. Somma, questa, che non risulterebbe ancora sufficiente a risolvere il problema del Fondo Pensione Agenti, ma che darebbe un chiaro segnale di buona volontà che potrebbe rappresentare una svolta nelle relazioni tra agenti e compagnie. A questo punto non resta che sperare che tali voci siano fondate e che coloro i quali hanno distratto parte della forza della categoria in inutili quanto dannosi esercizi denigratori nei confronti del nostro Fondo Pensione sappiano finalmente fare fronte comune e lottare per la salvaguardia delle nostre pensioni”.

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