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Blackrock, le compagnie assicurative ripensano gli investimenti in reddito fisso e asset privati

Assicurazioni - Investimenti Imc

Negli scorsi mesi di giugno e luglio, Economist Intelligence Unit, centro studi autonomo del gruppo editoriale The Economist, ha intervistato 243 dirigenti del settore assicurativo e riassicurativo mondiale per comprendere quali misure fossero state intraprese per contrastare le pressioni sui portafogli a reddito fisso delle compagnie e quale fosse la loro valutazione verso classi di attività degli investimenti privati, come real estate e infrastrutture.

Secondo quanto risulta dal report realizzato per Blackrock in base alle risposte fornite – Driving returns: global insurers reconsider fixed income and private assets” – con la redditività delle compagnie sotto crescente pressione, l’incremento dei rendimenti dagli investimenti è una priorità assoluta per l’industria assicurativa. Non solo sta aumentando la propensione al rischio, ma le imprese stanno pure diversificando la gamma dei settori di investimento. Il dato risulta evidente dalla volontà dei manager di allocare una percentuale maggiore dei propri portafogli (superiore al passato) ad attività ritenute in grado di fornire maggiori rendimenti, quali le classi di attività degli investimenti privati.

Nei prossimi tre anni, infatti, è attesa quasi al raddoppio la percentuale di imprese che intende destinare più del 15% del loro portafoglio a classi di attività degli investimenti privati. Rimangono tuttavia ostacoli significativi all’ingresso in questi settori, poichè le opportunità di investimento valide in attività quali infrastrutture e real estate possono essere difficili da scovare. La domanda in significativa crescita verso questi asset implica tuttavia che le imprese assicurative non si sentono più così a disagio nell’avventurasi fuori dalle loro “zone di comfort”.

Più in generale, un terzo delle compagnie intende aumentare la propria esposizione al rischio nei prossimi tre anni, soprattutto attraverso la diversificazione dei portafogli e la massimizzazione dei ritorni dagli investimenti. All’interno dei propri portafogli a reddito fisso, le compagnie – con una linea di tendenza globale – stanno rivolgendo la loro attenzione verso la gestione del rischio di duration e prevedono un utilizzo maggiore del ritorno assoluto quale misura della performance. La gestione contabile dei rendimenti è stata la priorità assoluta per quasi la metà delle imprese negli ultimi tre anni, ma con gli incombenti aumenti dei tassi di interesse, la gestione della duration diventerà l’obiettivo primario per molte realtà del settore.

I principali risultati della ricerca di Economist Intelligence Unit per Blackrock sono i seguenti:

Le compagnie sono maggiormente preoccupate dei rischi presenti dall’incertezza derivante dai tassi di crescita economica, di inflazione e di interesse. Circa la metà degli intervistati (49%) considera la debolezza della ripresa economica come il più grande rischio macroeconomico per i propri portafogli a reddito fisso. Due intervistati su cinque citano anche il rischio di inflazione quale motivo fondamentale di preoccupazione. Percentuale che aumenta, quasi a sfiorare la metà del campione (49%) tra i manager statunitensi, soprattutto ora che l’economia stelle e strisce sta acquistando slancio. Il 54% degli intervistati cita inoltre la persistenza dei bassi tassi di interesse tra i problemi chiave e una percentuale praticamente analoga (50%), vede l’aumento dei tassi stessi come un rischio per i propri portafogli principali a reddito fisso basati su titoli investment grade (indicatore della affidabilità degli strumenti finanziari ritenuti degni di fede da investitori istituzionali, identificabili attraverso il loro rating. Nel caso di reddito fisso, solitamente si considera come soglia limite inferiore il rating BBB – ndIMC). Stiamo gestendo il rischio (di inflazione – ndIMC) cercando di non acquisirne altro”, afferma Jim Maher, Chief Risk Officer presso la sede di New York di Platinum Underwriters Reinsurance.

La gestione della duration sostituirà il rendimento contabile come parametro di riferimento per i portafogli a reddito fisso. L’incremento o il mantenimento degli attuali livelli di rendimento contabile è attualmente il parametro di riferimento principale per i gestori dei portafogli assicurativi a reddito fisso basati su titoli investment grade (46%), seguito dalla gestione del rischio di duration (42%) o dal rischio di credito (33%). Tuttavia, secondo quanto risulta dalle risposte degli intervistati, nel prossimo triennio il rendimento contabile rimarrà prioritario solo per il 26% degli intervistati, mentre il rischio di duration e la quantificazione delle passività (liability matching) continueranno a rappresentare un fattore di preoccupazione per un numero maggiore di compagnie (43%).

Il ritorno assoluto sta assumendo un’importanza sempre maggiore come parametro chiave di misurazione delle performance dei portafogli a reddito fisso. Quasi la metà degli intervistati (45%) è convinto che il ritorno assoluto rappresenterà nei prossimi tre anni il criterio standard di valutazione delle performance dei loro portafogli a reddito fisso, rispetto ad appena il 30% attuale. L’importanza crescente del ritorno assoluto come parametro chiave di valutazione si accompagnerà ad un declino quasi corrispondente del ritorno relativo (quando il rendimento viene misurato solitamente in relazione a un benchmark, ossia a un indice di riferimento costituito).

Un impresa su tre intende aumentare l’esposizione al rischio nei prossimi tre anni. Più della metà degli intervistati (51%) intende mantenere – nel prossimo triennio – il profilo di rischio ai livelli attuali. Ma una compagnia su tre sta pianificando l’aumento della propria propensione al rischio. All’interno di questa categoria, oltre i due terzi (68%), la ritengono una strategia valida per massimizzare il ritorno dagli investimenti, mentre il restante 32% (tra chi intende aumentare l’esposizione al rischio) la reputa una misura adeguata per raggiungere i propri obiettivi di diversificazione. In questo contesto di bassi tassi di interesse, le compagnie vorrebbero aumentare il ritorno dagli investimenti”, dichiara Carlos WongFupuy, Senior Director di AM Best. Ma i manager dei portafogli non credono che un tale scenario possa verificarsi senza un cambiamento (nell’asset allocation – ndIMC)”.

Le classi di attività degli investimenti privati stanno diventando fondamentali all’interno delle strategie di diversificazione. In un mercato contrassegnato da scarse opportunità di ritorno dagli investimenti, le classi di attività degli investimenti privati stanno diventando sempre più attraenti per i gestori dei portafogli assicurativi. Tre anni fa, solo il 6% delle compagnie deteneva nei propri portafogli percentuali superiori al 15% di asset riconducibili ad investimenti privati. Il numero delle imprese che segue questa strategia è attualmente passato al 26%, ed è possibile che si incrementi ulteriormente fino al 46% nel corso dei prossimi tre anni. Il 56% degli intervistati all’interno di questa categoria è decisamente d’accordo sul fatto che queste classi di attività possano rappresentare una opzione di investimento molto attraente e il 50% ritiene che rappresentino un’adeguata diversificazione di rischio e rendimento. Settore immobiliare (36%) e infrastrutture (34%) sono gli asset preferiti tra chi sta programmando l’aumento dell’esposizione in questo comparto di attività.

Esistono ancora elevate barriere all’ingresso per gli investimenti in classi di attività degli investimenti privati. Le compagnie ritengono gli asset privati sempre più attraenti, ma rimangono alcune sfide sostanziali da affrontare prima di aumentare l’esposizione al rischio in questi comparti di attività. Secondo gli intervistati, quelle più importanti sono rappresentate dalla difficoltà di accesso alle opportunità adeguate (40%), i dubbi sulla trasparenza (40%) e l’incertezza sulla regolamentazione relativa a questi investimenti (33%). Secondo Cecilia Reyes, Chief Investment Officer di Zurich Insurance Group, la sfida maggiore sarà rappresentata dall’uniformare la struttura di finanziamento delle compagnie con gli asset relativamente meno liquidi contenuti in questi comparti di investimento.

Blackrock – Driving returns: global insurers reconsider fixed income and private assets (in inglese)

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