Opinione della Settimana

Treviso: Truffa dei falsi incidenti, in 37 finiscono a processo

Frode Assicurativa - Incidente Imc(Autore: Fabiana Pesci – la Tribuna di Treviso)

Il giudice ha rinviato a giudizio la banda che ha organizzato oltre 500 finti scontri Si facevano tamponare da ignari automobilisti e poi chiedevano il risarcimento

In un primo momento sembrava quasi che la sfortuna li perseguitasse. Fatalmente, ogni volta che si mettevano in auto, rimanevano vittime di qualche incidente. E, incredibilmente, erano sempre in cinque a bordo della vettura quando qualcuno li tamponava, tagliava loro la strada e avanti di questo passo. Finita la constatazione amichevole, partivano le richieste di risarcimento alle assicurazioni. La sezione di polizia giudiziaria della Polizia di Stato però, alla luce dell’impennata del numero di quegli “strani” incidenti, ha iniziato a indagare, a mettere uno accanto all’altro dinamica e protagonisti di quegli strani incidenti.

Risultato? Ieri il giudice per le indagini preliminari Umberto Donà ha rinviato a giudizio 37 persone, tutte di nazionalità nigeriana. Gli imputati dovranno rispondere del reato di associazione a delinquere finalizzata alla frode e alla truffa ai danni delle compagnie assicurative. Nel corso dell’udienza andata in scena ieri in tribunale a Treviso, sono state stralciate le posizioni di altre cinque persone, dato che ormai risultano irreperibili: in totale, infatti, erano 42 le persone che erano state iscritte nel registro degli indagati. Il maxi-processo si aprirà tra pochi mesi.

Le indagini sono state coordinate dal pubblico ministero Valeria Sanzari. Secondo quanto ricostruito dal pm e dagli investigatori, gli imputati frenavano all’improvviso, si facevano tamponare, poi scattavano le richieste di risarcimento multiple. Una maxi-truffa ripetuta, con circa 500 incidenti. Sono stati necessari due anni di lavoro della polizia giudiziaria della polizia di Stato per concludere il lavoro su quei faldoni: un centinaio, su circa cinquecento casi accertati, sono avvenuti fuori provincia, per questo i fascicoli sono stati spediti alle Procure di competenza.

La maxi-organizzazione dedita alle truffe a base di incidenti “provocati” era stata sgominata nel 2011 dopo tre anni di indagini della polizia. Erano scattate le manette ai polsi di 24 persone. Tutti nigeriani. L’accusa: associazione a delinquere finalizzata alla frode e alla truffa ai danni di assicurazioni. Denunciati 480 complici, che facevano le “comparse” negli incidenti e poi chiedevano soldi per presunti danni fisici: un numero mostruoso che certificava l’organizzazione capillare di una banda che ha agito a Treviso, Venezia, Padova, Jesolo, San Donà, ma che poi ha allargato il giro della maxi-trappola alle Marche e all’Emilia Romagna. Una truffa da oltre venti milioni di euro, tra danno alle assicurazioni, agli automobilisti e alle casse del sistema sanitario nazionale. Il sistema era semplice: i nigeriani, insieme a complici connazionali che viaggiavano nelle stesse auto, provocavano incidenti ad arte. Erano bravi a “provocarli” facendo risultare gli altri automobilisti come responsabili: per esempio, facendosi tamponare. Poi, definite le pratiche per le assicurazioni, arrivavano le richieste di indennizzo da parte dei passeggeri, tutti finiti al pronto soccorso con colpi di frusta, stiramenti, mal di testa, contusioni varie.

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