Opinione della Settimana

Il danno alla persona nel comparto RCA: i dati del 2013

Risarcimento - Danni alla persona Imc

(Autore: Giuseppe Chiriatti – Il Punto, Giornata Nazionale della Previdenza)

Da un recente rapporto pubblicato da Ania emerge una progressiva diminuzione (dal 22,4% del 2011 al 19,3% del 2013) del numero dei sinistri stradali implicanti almeno un danno alla persona (unitamente o meno a danni a cose). A ciò avrebbe contribuito la congiuntura economica complessiva che, comportando una contrazione della circolazione stradale, ha conseguentemente determinato una riduzione della frequenza totale dei sinistri (il 5,60% del totale dei rischi assicurati nel 2013 contro il 6,53% registrato nel 2011).

Nondimeno, “il costo dei danni alla persona nell’ambito dei sinistri r.c. auto incide per oltre i due terzi sul costo totale dei risarcimenti, per un importo complessivo di circa 7,7 miliardi nel 2013”, di cui ben 5,1 miliardi per i sinistri implicanti una macro-lesione.

Il costo medio dei sinistri con danni alla persona superiori al 9% (le c.d. macrolesioni), infatti, continua a crescere di circa il 7% annuo (il 31% nell’ultimo quinquennio) e ciò anche a seguito della nota pronuncia della Cassazione che ha eletto le tabelle “milanesi” a parametro uniforme per la liquidazione equitativa del danno biologico su tutto il territorio nazionale (così Cass. 12408/2011). Non pare, quindi, che tale ultimo intervento giurisprudenziale sia stato in grado di supplire alla mancata approvazione, a distanza di ben otto anni dall’entrata in vigore del CAP, della tabella di legge di cui all’art. 138 CAP (quella per le macrolesioni).

L’inerzia sul punto appare tanto più grave ove si consideri che il governo, nel corso degli ultimi anni, è più volte intervenuto per correggere alcune “distorsioni” particolarmente sentite e note anche al grande pubblico. Il pensiero corre al decreto c.d. liberalizzazioni (D.l. n. 1/2012) che, al fine di restringere lo spazio per richieste risarcitorie speculative (se non truffaldine) del c.d. colpo di frusta, ha integrato l’art. 139 CAP, escludendo espressamente la possibilità di risarcire le lesioni permanenti di lieve entità che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo (art. 32, comma 3 ter).

Che i tempi siano dunque “maturi” anche per l’attuazione dell’art. 138 CAP? Non vi è dubbio che tale ultima norma, al pari dell’art. 139, costituisca disposizione di carattere eccezionale volta a garantire, mediante un contingentamento del costo dei risarcimenti, la sostenibilità dell’intero comparto RCA.

Questo lo stato dell’arte. Sullo sfondo, peraltro, incombe l’ormai prossima pronuncia delle Sezione Unite in tema di danno da perdita della vita. Il rapporto di Ania tace sulla questione ma un’eventuale “ratifica” dei più recenti approdi della terza Sezione (Cass. 1361/2014), oltre a segnare un epocale revirement rispetto al consolidato (e quasi secolare) orientamento di legittimità che ha finora escluso la possibilità stessa di configurare un simile pregiudizio, potrebbe spostare sensibilmente gli equilibri di sistema.

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