Opinione della Settimana

È l'ora dei fondi pensione paneuropei

Unione Europea (3) Imc

(Autore: Claudio Pinna, Head of Consulting Business Aon Hewitt Italy – Il Punto, Giornata Nazionale della Previdenza)

Qualora il Governo decida effettivamente di incrementare al 20% (dall’attuale 11%; 11,5% per il 2014) la tassazione dei rendimenti delle forme pensionistiche complementari, assumerà particolare interesse per i lavoratori italiani la partecipazione ai fondi pensione costituiti all’estero (ed in particolare in quei paesi dell’UE che non prevedono alcuna tassazione dei rendimenti netti ottenuti dai programmi pensionistici). I fondi che potranno essere utilizzati sono quelli disciplinati dalla Direttiva dell’Unione Europea n. 41 del 3 giugno 2003 e successive modificazioni e integrazioni (i cosiddetti fondi paneuropei). A parità di ulteriori situazioni infatti le prestazioni nette maturate all’estero possono essere sensibilmente più elevate rispetto a quelle garantite da un fondo pensione in Italia. Il vantaggio risulta essere principalmente dovuto alle modalità che nei vari paesi assume la tassazione dei contributi e dei rendimenti nel corso del periodo di accumulazione nonché della prestazione alla cessazione dal servizio.

Per i lavoratori italiani infatti i contributi versati risultano essere in ogni caso non imponibili ai fini fiscali. I rendimenti ottenuti da un fondo pensione in Italia potrebbero essere tassati al 20%. In diversi paesi UE invece non sono soggetti ad alcuna trattenuta. Al pensionamento tutta la prestazione ottenuta dal lavoratore residente in Italia ed erogata dal fondo estero è tassata ad una aliquota variabile dal 15% al 9% sulla base del periodo di iscrizione al fondo pensione (15% con 15 anni di iscrizione, 9% con almeno 35). La prestazione invece corrisposta dal fondo pensione italiano è tassata nella stessa misura variabile dal 15% al 9% ma solo con riferimento alla componente relativa ai contributi che nel corso del periodo di accumulazione non sono stati soggetti a tassazione. La componente corrispondente ai rendimenti ottenuti invece risulta essere stata già tassata e quindi netta da qualsiasi ulteriore trattenuta.

Il vantaggio risulta essere evidente, più elevato al crescere del periodo di iscrizione al fondo pensione e del tasso annuo di rendimento lordo ottenuto nella gestione degli investimenti. Anche le società multinazionali possono essere particolarmente interessate a costituire fondi pensione del genere nell’ambito dei quali tutti i dipendenti potrebbero essere iscritti. Un unico fondo pensione quindi anziché un fondo pensione in ciascun paese dove si opera. Con tutte le economie di scala che l’approccio è in grado di generare. Alla ricerca quindi del paese più opportuno dove trasferire la posizione previdenziale maturata.

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