Gruppi Agenti

Sivori (AAU): Il Fondo Pensione Agenti va salvato con contribuzione definita e contrattazione di secondo livello

Enzo Sivori (5) Imc

A margine del 3° Forum GAA 2014, organizzato da Anapa ed Unapass e tenutosi a Bologna lo scorso 18 novembre, il presidente dell’Associazione Agenti UnipolSai (AAU) Enzo Sivori (nella foto), ha espresso una serie di considerazioni sulla questione del Fondo Pensione Agenti e sulle eventuali misure da adottare per un efficace piano di riequilibrio: “Le cause della grave crisi che ha colpito il Fondo Pensione Agenti – afferma Sivori – sono senza dubbio da ricercarsi nelle politiche di gestione attuate negli ultimi quattro lustri dello scorso millennio, allorché tutti i soggetti coinvolti continuarono ad ispirarsi al principio del laissez faire – laissez passer, incuranti di ciò che stava accadendo e di ciò che sarebbe accaduto nell’immediato futuro a tutti i fondi di previdenza, a causa dello sbilancio tra attivi e pensionati in costante ed inesorabile crescita”.

Secondo il presidente AAU, “le recenti modifiche normative sono solo responsabili di aver fatto emergere le criticità patrimoniali prospettiche, mentre le stesse avrebbero potuto essere evitate con una pianificazione economica rigorosa, evitando ad esempio i due successivi aumenti delle prestazioni licenziati negli anni 80 e 90”.

“Ciò detto, riteniamo che tutta la categoria, compresi i pensionati, debba adoperarsi per contribuire al salvataggio del fondo, tenendo conto del contesto strategico ed economico in cui deve svolgersi la trattativa – sottolinea Sivori −. Un contesto che non è più immutato ed immutevole, ma in continua rivoluzione e per ciò articolato anche nelle soluzioni e nei modelli di trattativa”.

“I cambiamenti in atto – continua il presidente AAU – rendono sempre più sfumato il confine fra primo e secondo livello di contrattazione, e sempre più necessaria la contaminazione fra gli stessi, ricercando senza preconcetti un punto d’incontro fra le differenti visioni e fra i diversi soggetti”.

“A fronte di un intervento delle compagnie per il salvataggio del fondo, l’azzeramento degli aumenti pensionistici fatti alla fine del secolo scorso, l’aumento dei versamenti da effettuare, si potrebbe trasformare il fondo da “a prestazione definita” in fondo “a contribuzione definita” che possa prevedere, al suo interno, gestioni separate delle imprese a favore dei propri Agenti. In tal modo – conclude Sivori – si articolerebbe una soluzione di primo-secondo livello che potrebbe incontrare i favori di tutti, garantendo al contempo la continuità delle prestazioni pensionistiche integrative e la riforma integrata del fondo, attraverso un’unica gestione delle risorse di entrambi i livelli”.

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