Opinione della Settimana

Sinistri: chi stipula l’Rca per conto altrui non è litisconsorte necessario

Cassazione - Esterno (2) Imc

(Autore: Francesco Machina Grifeo – Quotidiano del Diritto)

«Nel giudizio di risarcimento del danno proposto dalla vittima di un sinistro stradale nei confronti dell’assicuratore del responsabile, litisconsorte necessario è unicamente il proprietario del veicolo che ha causato il danno, a nulla rilevando che il contratto di assicurazione sia stato stipulato per conto altrui da persona diversa tanto dal conducente, quanto dal proprietario». Lo ha stabilito, affermando un principio di diritto, la III Sezione civile della Corte di cassazione, sentenza 25421/2014, che ha accolto il ricorso della vittima del sinistro.

La motivazione – Spiega la Suprema corte «L’articolo 18 legge 24 dicembre 1969 n. 90 (applicabile ratione temporis, oggi abrogato e trasfuso nell’articolo 144 del codice delle assicurazioni) stabilisce che nel giudizio proposto dalla vittima di un sinistro stradale nei confronti dell’assicuratore del responsabile debba essere convenuto anche il responsabile civile». La norma che ha «portata generale» e si applica in «tutte le ipotesi di azione diretta» ha la funzione di rendere opponibile all’assicurato l’accertamento della sua condotta colposa, al fine di facilitare l’eventuale regresso dell’assicuratore, nel caso in cui eventuali clausole contrattuali limitative del rischio, inopponibili al terzo danneggiato, gli avessero consentito di rifiutare l’indennizzo.

E il “responsabile” di cui parla la norma, per costante orientamento giurisprudenziale, «è unicamente il proprietario del veicolo che ha causato il danno, di cui all’articolo 2054, comma 3, del Cc: solo questi, infatti, può essere agevolmente individuato in base ai pubblici registri». Le uniche eccezioni sono quelle previste dalla legge e cioè:

a) quando il veicolo sia dato in usufrutto, nel qual caso litisconsorte necessario sarà l’usufruttuario;
b) quando il veicolo sia stato venduto prima del sinistro con patto di riservato dominio, nel qual caso litisconsorte necessario sarà l’acquirente;
c) quando il veicolo sia stato concesso in leasing, nel qual caso litisconsorte necessario sarà l’utilizzatore;
d) quando il veicolo abbia circolato prohibente domino, nel qual caso litisconsorte necessario sarà il conducente, non essendo configurabile in tal caso una responsabilità civile dei proprietario.

La vicenda – Nel caso concreto il tribunale di Benevento era stato chiamato a giudicare una fattispecie in cui la persona che aveva stipulato il contratto Rca auto non era né proprietaria del veicolo, né conducente al momento del sinistro. In una simile ipotesi il giudice aveva erroneamente ritenuto che dovesse essere chiamato in giudizio anche il contraente per «rafforzare la posizione processuale dell’assicuratore ai fini dell’opponibilità all’assicurato dell’accertamento della responsabilità».

Una tesi che per la Cassazione non sta in piedi in quanto «mai il contraente, quando non sia stato proprietario o conducente del veicolo, può trovarsi esposto all’azione di regresso dell’assicuratore». Il regresso, infatti, è accordato soltanto nei confronti dell'”assicurato”. E nel caso di responsabilità derivante dalla circolazione dei veicoli, la qualità di “assicurato” «può essere rivestita soltanto dalle persone la cui responsabilità civile potrebbe sorgere per effetto della circolazione del mezzo: e quindi il conducente, il proprietario o le altre persone indicate dal terzo comma dell’art. 2054 c.c.».

Per contro, chi sottoscrive un’assicurazione senza essere proprietario del mezzo, avrà stipulato un’assicurazione «per conto altrui» se non prevede di condurre il mezzo assicurato; o per conto «di chi spetta» se preveda di guidarlo alternandosi con altri conducenti. In entrambi casi se al momento del sinistro non era alla guida non va incontro ad alcuna responsabilità.

Aggiunge «per completezza» la Cassazione, che in teoria il contratto di assicurazione potrebbe espressamente attribuire all’assicuratore un diritto di “regresso” nel confronti del contraente, ma tale pattuizione integrerebbe una «garanzia atipica assimilabile alla fideiussione»: con la conseguenza che il contraente, in quanto coobbligato solidale con la persona responsabile e assicurata rispetto alla pretesa di regresso dell’assicuratore, in mancanza di una norma ad hoc non potrebbe mai essere ritenuto litisconsorte necessario.

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