Opinione della Settimana

Generali, il salotto del Nordest lavora alla scissione di Effeti

Enrico Marchi Imc

(Autore: Luigi Dell’Olio – Il Piccolo)

La holding del triveneto Ferak partecipata dalla Finint di Marchi e da altri soci sta per recidere il legame con la Fondazione CrTorino nel capitale del Leone

Il cordone ombelicale tra Generali e il salotto finanziario del Nord-Est potrebbe essere presto reciso. La nascita di Finint Banca, attraverso l’acquisizione della licenza di Arner in Italia, segna un salto in avanti per il network di imprenditori tra i più rappresentativi del Triveneto, raccolti in Ferak (holding partecipata dalla stessa Finint, nonché dalla Palladio, da Veneto Banca e dalle famiglie Zoppas e Amenduni), azionista di Trieste con l’1,1%, al quale va aggiunto il 2,15% detenuto attraverso Effeti, partecipata pariteticamente con la Fondazione Crt.

I legami stretti con il Leone di Trieste, che hanno caratterizzato il periodo in cui a guidare Generali era Giovanni Perissinotto, appaiono lontani anni luce. A quella stagione risale una serie di investimenti congiunti, la consulenza affidata a Finint per l’Ipo di Banca Generali (2006) e l’ingresso del gruppo assicurativo nell’azionariato della società finanziaria (con il 10%), che ha consentito alla società guidata da Enrico Marchi (nella foto) e Andrea De Vido di far evolvere Save in un polo aggregatore di aeroporti (oggi la società gestisce gli scali di Venezia, Treviso e Verona).

L’arrivo di Mario Greco alla guida del gruppo assicurativo (estate 2012) ha impresso una svolta decisa alle strategie del Leone, con lo stop alle operazioni con parti correlate e la marginalizzazione (fino all’addio) dei manager più vicini alla galassia finanziaria del Nord-Est. Le indagini giudiziarie su alcune delle operazioni condotte nella vecchia gestione ha fatto il resto, tanto che Finint e Palladio hanno cominciato a guardarsi intorno alla ricerca di un nuovo strumento finanziario che consentisse la completa emancipazione da Generali.

Non a caso, proprio alla presentazione di Finint Banca, Enrico Marchi ha fatto sapere di voler presto risolvere la vicenda Effeti. Una volta decretato lo scioglimento, Ferak e Fondazione Crt entreranno direttamente in possesso dell’1,075% a testa. I cda hanno già da tempo approvato la scissione, con l’impegno a metterla in pratica in modo da evitare pesanti minusvalenze.

Il veicolo finanziario ha in pancia i titoli Generali a quota 18,1 euro, un valore ormai a portata di mano per il titolo triestino. Così la tentazione di liquidare la società, che non ha dato grandi soddisfazioni ai cosi (il 2013 si è chiuso con un rosso di 36,7 milioni a causa di alcune perdite legate alla rinegoziazione delle operazioni su derivati legati al titolo del Leone) è forte.

Resta da capire che ne sarà delle azioni dopo la scissione di Effeti, se cioè i titoli verranno riservati sul mercato, come lasciano immaginare le difficili situazioni di bilancio di molti soci veneti, o se invece Crt e Ferak resteranno azionisti.

Di sicuro, da quest’ultimo gruppo si sfilerà Veneto Banca: il nuovo presidente Francesco Favotto da tempo ha fatto sapere di voler ridurre il peso delle partecipazioni, a cominciare proprio da Ferak (di cui detiene il 9,99%). Non è nemmeno escluso un conferimento in Crt, con il socio torinese che in questo modo entrerebbe nel novero degli azionisti di maggior peso a Trieste.

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