Opinione della Settimana

Un venticello di ripresa

Wilfried Verstraete HP Imc

(Autore: Anna Messia – Milano Finanza)

Verstraete (presidente Euler Hermes): le previsioni 2015 sono positive e le insolvenze caleranno ma le incognite non mancano Dalle tensioni internazionali all’Europa alle prese con le vere riforme

Spera che arrivi il meglio ma preparati ad affrontare il peggio. Un adagio che secondo Wilfried Verstraete (nella foto), dal 2009 presidente di Euler Hermes, la società del gruppo Allianz, leader mondiale nell’assicurazione del credito con 2,5 miliardi di fatturato, dovrebbe valere nel 2015 più che mai. Perché nonostante nell’ultimo anno ci sia stato un calo delle insolvenze globali del 12% e per il prossimo si preveda un ulteriore discesa del 3%, «ci sono ancora molti rischi che pesano sullo scenario internazionale e che rendono le imprese esportatrici vulnerabili», osserva il numero uno del gruppo, che in precedenza è stato anche cfo e membro del cda di Allianz Global Corporate e Specialty, oltre che ceo e presidente di Atradius, i concorrenti olandesi di Euler Hermes.

Domanda. Di quali rischi si tratta presidente Verstraete? Come immagina il 2015?

Risposta. Le condizioni economiche di breve termine sono probabilmente meno positive di quelle che avevamo immaginato un anno fa. Tra le economie avanzate, solo il Nordamerica e alcuni Paesi dell’Europa, come la Gran Bretagna, stanno registrando una crescita. Le nostre ultime ricerche mostrano più in particolare la fragilità dell’Eurozona. La domanda debole, la carenza di investimenti in infrastrutture, la pressione al calo dei prezzi, oltre che il fmanziamento alle imprese saranno le sfide dei prossimi mesi.

D. Gli interventi del presidente della Bce, Mario Draghi, non sono bastati a riportare fiducia?

R. Il sostengo della Banca Centrale Europea ha iniziato ad avere un impatto positivo nel Paesi del Sud Europa, in termini di competitività e domanda domestica nel settore auto e retail. Ma la Francia, insieme ad altri Paesi, continua a combattere per realizzare riforme, per sostenere le esportazioni e per tentare di attrarre industrie capaci di portare valore e di creare posti di lavoro. Nell’Est Europa, le economie più legate all’Eurozona costituiscono un impulso moderato, e devono controbilanciare gli effetti negativi della crisi Russa-Ucraina.

D. Con quali ripercussioni sul prodotto interno lordo?

R. Dopo quattro anni consecutivi di crescita globale del pil sotto il 3%, stimano che l’economia dell’Eurozona aumenterà dell’1% nel 2015, mentre l’economia mondiale è attesa in crescita del 2,8%, sostenuta dall’andamento positivo dei Paesi emergenti che potrebbero registrare uno sviluppo del 4,3%. I segnali positivi anche sui mercati tradizionali non mancano, come il forte aumento del pil e dei lavoratori negli Usa, gli stimoli monetari in Giappone e i possibili acquisti di titoli su larga scala della Banca Centrale Europea. Le aziende esportatrici saranno inevitabilmente attratte dalle economie emergenti, ma come sa ogni amministratore delegato, quando si entra in questi mercati bisogna essere prudenti e fare affari con acquirenti affidabili e profittevoli. Uno scenario su cui pesano poi anche le crisi geopolitiche.

D. Come quella tra Russia ed Europa che ha portato alle sanzioni economiche con conseguenze negative sull’Unione Europea?

R. Non solo. Bisogna aggiungere gli effetti dell’espandersi del virus Ebola, le dispute territoriali della Cina con i Paesi del Sudest asiatico, l’Isis nel Medio Oriente e le dimostrazioni violente in Venezuela. Nel 2015 ci saranno poi elezioni importanti in giro in per il mondo, prime tra tutte Inghilterra e Turchia. Fattori chiave, da tenere sotto controllo nei prossimi mesi.

D. Il 2015 sarà anche un anno cruciale per le compagnie di assicurazione che si dovranno preparare per le nuove regole sul capitale, Solvency II, che entreranno in vigore il 1 gennaio 2016. Il settore è pronto?

R. Noi siamo sicuramente ben posizionati. In Euler Hermes, anni fa, abbiamo avviato un progetto multifunzionale per rivedere i processi di gestione del rischio e del capital management e per quanto riguarda le richieste di capitale, stiamo mettendo a punto un modello di calcolo interno, più adeguato alla nostra struttura rispetto alla formula standard. A novembre scorso abbiamo poi completato un processo di riorganizzazione societaria con la fusione di due società, presenti in Francia e Germania, che sono state integrate nella nostra compagnia in Belgio, che a questo punto raggruppa 18 branch locali, dislocate tra Asia ed Europa, inclusa l’Italia. Una ristrutturazione che non avrà effetti sui servizi ai clienti e sull’attività in generale ma che rafforza la compagnia nei processi di governance e di gestione del rischio.

D. A proposito dell’Italia. Euler Hermes sembra scommettere sul Paese considerando che di recente avete ampliato il giro d’affari entrando anche nel mercato delle cauzioni. E così?

R. L’ampia diversificazione industriale e il forte export che fa perno sul Made in Italy rappresentano asset di valore del Paese. Euler Hermes crede fortemente nelle potenzialità dell’Italia e nell’ulteriore sviluppo di strumenti che puntano a mitigare il rischio. Dal 2010 a12013 il settore dell’assicurazione del credito nella Penisola ha registrato una crescita dei premi del 17%, con Euler Hermes che ha mantenuto la sua posizione di leadership. Un mercato destinato a crescere ancora grazie al miglioramento della percezione del valore dell’assicurazione del credito e al fatto che il rischio di credito nel mercato domestico e in quello internazionale resta ancora alto. Anche il settore delle cauzioni, in cui abbiamo appena debuttato in Italia, è uno dei più grandi d’Europa con 500 milioni di premi. Un’opportunità per noi nonostante la presenza di concorrenti bancari e assicurativi.

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