Opinione della Settimana

Alto Adige: Sport pericolosi e spese mediche, «facciamo come alle Canarie»

Sciatore (2) Imc

(Fonte: Corriere dell’Alto Adige)

Il presidente della Camera di commercio Ebner: «Il legislatore prevede l’obbligo di un’assicurazione sanitaria»

L’Alto Adige come le Canarie dal punto di vista della regolamentazione per gli sport pericolosi. Il suggestivo paragone viene dal presidente della Camera di commercio Michl Ebner, che si dice convinto dell’applicabilità del modello anche a Bolzano e Provincia. «L’esempio delle Isole Canarie dimostra che si può prevedere una regolamentazione equa per gli sport pericolosi. Anche la sanità altoatesina dovrebbe seguire questo esempio e sgravare così i contribuenti», spiega Ebner.

Nel 2013 l’amministrazione regionale delle Isole Canarie ha infatti stabilito per legge che i soccorsi per sport pericolosi non vengano più finanziati dalla sanità pubblica. Secondo la “Direzione generale di sicurezza e emergenza del governo delle Isole Canarie” gli organizzatori di sport pericolosi e i privati sono obbligati a stipulare una specifica polizza che copra le spese di soccorso. L’articolo 171 della legge regionale delle Canarie del 2013 elenca esattamente le specialità soggette: immersioni, nuoto di fondo, windsurf, kitesurf, sci acquatico, wakeboard, wakesurf, jet ski, boogie boarding, surf, rafting, idro, canoa, canottaggio, canyoning, bungee jumping, kite buggying, quad, arrampicata, escursioni speleologiche, mountainbiking, motocross, trial, equitazione libera, sci, snowboard, parasci, snowbike, viaggi in mongolfiera, paracadutismo, base jumping, volo ultraleggero con e senza motore, parapendio, deltaplano e parasailing.

Anche in Alto Adige vengono effettuati ogni anno numerosi interventi per soccorrere persone che praticano sport pericolosi. Secondo i dati riportati nella relazione sanitaria provinciale, le associazioni altoatesine di soccorso hanno eseguito solo nel 2013 62.215 interventi e trasportato 63.694 persone. Le spese per interventi e ospedaliere sono a completo carico della sanità pubblica. Con una polizza di responsabilità civile si potrebbero attribuire le spese a chi le causa. Dalla Camera di commercio sottolineano come, in un’ottica di riduzione delle spese, nel caso di infortunio sportivo durante il tempo libero, bisognerebbe valutare se il modello sia sostenibile. In inverno ad esempio i pronto soccorso altoatesini sono gremiti di sciatori. «Per chi guida un veicolo, l’assicurazione contro la responsabilità civile è obbligatoria da decenni», ricordano dall’ente camerale, proponendo l’introduzione di una tutela assicurativa obbligatoria anche per gli sport pericolosi, applicando il principio «chi causa paga».

L’ipotesi riguarda anche il servizio di elisoccorso che ogni anno costa 6 milioni di euro alle casse della Provincia. Nel 45,1% dei casi il costo del soccorso è a carico dello Stato estero (30,2%) o dell’Asl della regione italiana (14,9%) di appartenenza del ferito. I problemi arrivano sui rimanenti interventi, il 54,9%, che interessano pazienti altoatesini. Il loro soccorso è pagato dalla Provincia e costa 2,2 milioni di euro l’anno. Oggi il ferito paga un ticket di 100 euro, ma la somma incassata di 52.500 euro non si avvicina neanche lontanamente a coprire i costi del servizio. Anche in questo caso un’assicurazione potrebbe risolvere la situazione risparmiando almeno un milione di euro.

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