Opinione della Settimana

Pensioni, è irta la strada dell’equità

Pensioni - Calcolo Imc

(Autore: Marco lo Conte – Plus24)

Purtroppo, non tutti sanno che in futuro le pensioni non saranno integrate al minimo. Il sistema contributivo attuale non prevede — al momento, al netto di interventi da parte dello Stato che alcuni danno per scontato — alcun contributo pubblico a microrendite anche da 100 o 200 euro al mese, in ragione di montanti contributivi accumulati irrisori, secondo quanto prevede il sistema contributivo. Il tema pensionistico però non è solo un tema matematico-finanziario. Ruota attorno al tema dell’equità che è un tema politico, etico, culturale e forse anche psicologico, viste le implicazioni in termini di fiducia. Già oggi si registrano interrogativi sull’equità delle prestazioni. Le rendite “d’oro” da 5mila euro al mese sono da penalizzare ulteriormente rispetto a quanto già accade? E da che livello un assegno è “d’oro”?

La legge di Stabilità ha messo la parola fine sulla vexata questio sui privilegi accumulati delle pensioni retributive, rispetto a quelle contributive. Stabilendo che i trattamenti calcolati con le regole post-Fornero (tutto contributivo) non potranno in ogni caso esser superiori a quelli che sarebbero maturati con il vecchio regime (misto o retributivo). Il che permette tra l’altro allo Stato di risparmiare 480 milioni l’anno. L’equità così è rispettata, tuttavia si ferma al reddito tralasciando il patrimonio. E le cose si complicano un po’, come ha rilevato un rapporto della Fondazione Emanuela Zancan di Padova (Welfare generativo. Responsabilizzare, rendere, rigenerare, il Mulino), secondo cui beneficiano di integrazioni al minimo quasi 200mila pensionati con una ricchezza netta superiore a 300mila euro; il che vale una spesa di un miliardo l’anno circa per lo Stato. È scandaloso che prestazioni “assistenziali” vadano a chi non è povero? E non è povero chi risiede in una casa di proprietà da valore di 300mila euro (di carico? di mercato?). La ricetta della Fondazione parla indica un mix di indicatori reddituali-patrimoniali per l’erogazione di integrazioni al minimo. La strada dell’equità è però irta di insidie, visto che ogni soluzione comporta una o più controindicazioni. Non che l’attuale sistema sia più equo: ne beneficiano circa 7 milioni di pensionati (il 42% del totale). Altrettanti elettori (più familiari) che in questi decenni hanno esercitato il loro voto in alcune decine di elezioni.

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