Opinione della Settimana

Partite Iva, fronte ampio per ridurre i contributi

Lavoratori autonomi - Contributi Imc

(Autori: Giovanni Parente e Matteo Prioschi – Quotidiano del Fisco)

Si allarga il fronte per rimandare il previsto aumento dell’aliquota contributiva a carico delle partite Iva iscritte in forma esclusiva alla gestione separata Inps. È stato, infatti, presentato un emendamento che vede come primo firmatario Cesare Damiano (Pd) presidente della commissione Lavoro della Camera ed è stato sottoscritto da tutti i componenti della commissione e per la stessa «costituisce una priorità», ha affermato la deputata Marialuisa Gnecchi (Pd) che spiega come l’emendamento, per non rischiare di essere bocciato, in quanto relativo al Milleproroghe si “limita” a prorogare di un anno l’applicazione dell’aliquota del 27% per tutto il 2015.

In questa fase non ci sarà quindi un intervento normativo strutturale, come auspicato dai professionisti iscritti alla gestione separata, che da tempo lamentano il peso eccessivo dei contributi e chiedono l’equiparazione al 24% con artigiani e commercianti.

L’aumento progressivo previsto dalla legge 92/2012 (la «legge Fornero») per arrivare all’aliquota del 33,72% nel 2018 era già stato bloccato l’anno scorso dal comma 744 della legge di stabilità 2014 (la 147/2013). Per intervenire in modo definitivo su questo fronte, nei giorni scorsi si è formato anche un comitato trasversale di parlamentari, presieduto da Barbara Saltamartini di Ncd che ha ricevuto anche il sostegno del presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia (Pd).

Resta, poi, aperto anche il fronte delle possibili modifiche al regime forfettario, che prevede dal 2015 un aumento dell’imposta sostitutiva dal 5% al 15% e il superamento della soglia fissa di ricavi o compensi di 30mila euro per introdurre limiti variabili a seconda dell’attività. E proprio quest’ultima modifica rischia di penalizzare pesantemente professionisti e free lance, per i quali il tetto massimo di ricavi o compensi viene fissato a 15mila euro.

Sono due le possibili linee d’azione. Da un lato, c’è una risoluzione Pd che punta a impegnare il Governo per elevare tutte le soglie ora sotto i 30mila euro. Dall’altro, l’iniziativa del sottosegretario al Mef, Enrico Zanetti, per consentire a chi avvia un’attività di scegliere il regime dei minimi al 5% anche nel 2015 facendo coesistere questa opportunità con il debutto del nuovo forfettario e rinviando poi il riallineamento di tutta la disciplina in materia al decreto attuativo della delega fiscale atteso il 20 febbraio in Consiglio dei ministri.

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