(Autore: Mariano Mangia – Repubblica Affari & Finanza, Obiettivo Capitale)
“Sono flessibili e personalizzabili, godono di alcuni benefici fiscali, ma le unit-linked non sono adatte a tutti i risparmiatori”, spiega Enzo Furfaro, amministratore delegato di Old Mutual Wealth Italy
Masse gestite per oltre 6 miliardi di euro, una raccolta 2014 di oltre 1,5 miliardi, il 30% in più rispetto all’anno precedente, una rete di clienti/distributori formata da 20 reti di promozione e oltre 100 banche. Sono questi i numeri di Old Mutual Wealth Italy, denominazione assunta dallo scorso autunno da Skandia Vita, società specializzata nel segmento unit-linked. Al suo amministratore delegato, Enzo Furfaro, chiediamo i motivi del successo che questo prodotto sta incontrando sul nostro mercato: “Sono molteplici. In primo luogo, la sua struttura, il fatto che sia un prodotto sofisticato, altamente flessibile e personalizzabile, che risponde appieno alle esigenze di una certa tipologia di clientela. Una unit permette di unire i vantaggi di un investimento ai vantaggi assicurativi, oltre a una serie di agevolazioni fiscali che sono precluse con un investimento diretto in fondi. Ci sono poi vantaggi operativi, perché investire in fondi all’interno di un contenitore assicurativo consente di essere sempre investiti sul mercato, si ha il vantaggio del differimento della fiscalità al momento del riscatto e i vantaggi di una polizza assicurativa per gli aspetti successori”.
C’è poi l’accesso a una vera e propria piattaforma di fondi.
“Il nostro cliente ha il vantaggio di poter sfruttare gli accordi che la nostra compagnia fa a livello istituzionale, il che vuol dire accedere a un ventaglio di società di gestione molto ampio, abbiamo accordi con oltre 80 società, non soltanto i grandi brand, ma anche società di nicchia o specializzate, dove magari è richiesta una soglia di ingresso molto elevata in caso di sottoscrizione diretta, mentre nel nostro caso le cifre sono più contenute e quindi il cliente può fare una migliore diversificazione di portafoglio”.
I vostri prodotti sono costruiti su misura del distributore, anche in termini di struttura di costi, non sempre vantaggiosi per il cliente.
“Quello che amiamo dire, quando ci relazioniamo con i nostri promotori o con chi consiglia il nostro prodotto, è che la nostra non è una tipologia di prodotto adatta a tutti i clienti, i costi si ammortizzano se il prodotto è utilizzato con un determinato fine e da un particolare cliente”.
Chi è allora il cliente da unit-linked?
“Tendenzialmente consigliamo questo prodotto a un cliente che ha innanzitutto un orizzonte temporale di medio lungo periodo e che nel corso del tempo movimenta il portafoglio. Quindi, un risparmiatore che vuole acquistare un fondo obbligazionario e dimenticarselo, non può e non deve sottoscrivere una Unit Linked. Se invece vuole investire in un portafoglio diversificato, seguire l’andamento dei mercati e modificare il suo portafoglio in funzione di questo andamento, allora ha senso che la sottoscriva. E’ anche per questo motivo che il nostro è un prodotto orientato alla consulenza, ci vuole necessariamente il supporto di un consulente nella gestione dell’investimento, non è un prodotto che può essere comprato e gestito dal cliente in modo autonomo”.




