Opinione della Settimana

Firenze: Nuovo stadio, Unipol al Tar per vedere il progetto dei Della Valle

Firenze Imc

(Autore: Ernesto Ferrara – La Repubblica Firenze)

La società proprietaria dei terreni di Castello lo aveva chiesto al Comune che ha detto no. Secondo Palazzo Vecchio, se si svela il piano la Fiorentina potrebbe chiedere i danni

Nuovo stadio, si mette di mezzo Unipol. La società proprietaria dei terreni di Castello – dove per almeno un lustro si è ipotizzata la costruzione della cittadella viola chiede a Palazzo Vecchio di prendere visione del progetto e del piano economico finanziario presentato dalla Fiorentina a luglio scorso per i 50 ettari dell’area Mercafir ma il Comune dice no. I Della Valle potrebbero chiedere i danni a Palazzo Vecchio, sono convinti gli avvocati dell’amministrazione. Così il colosso delle assicurazioni va alle carte bollate: il 13 gennaio presenta ricorso al Tar per avere accesso agli atti. Palazzo Vecchio decide formalmente tre giorni fa di resistere in giudizio davanti al tribunale amministrativo regionale con un atto firmato dal direttore generale Giacomo Parenti. Cosa c’entra Unipol con l’area Mercafir? Perché questo zampino? Probabilmente dietro “l’intrusione” c’è il futuro dei 168 ettari al di là del viale XI Agosto, ora minacciati pure dal progetto della nuova pista dell’aeroporto, su cui Unipol continua a sperare in un business. Quale? Una parte degli investimenti commerciali che i Della Valle vorrebbero piazzare accanto al nuovo impianto sportivo? Stadi fatto che sul cammino dell’avventura Mercafir, dopo le grane economiche e tecniche, può ora ufficialmente aprirsi la “spy story” dell’anno.

Come stanno le cose? Tutto parte a dicembre scorso. “Nuove iniziative toscane srl” e “Consorzio per l’attuazione del Pue Castello”, le due società un tempo in mano a Fondiaria, oggi controllate da Unipol, proprietarie dei terreni aldilà del viale XI Agosto, avanzano al Comune la richiesta di conoscere il progetto viola. Vogliono consultare i verbali delle riunioni della cosiddetta conferenza dei servizi che esamina il progetto ed entrare in possesso del piano economico finanziario (Pef) che i Della Valle hanno allegato al faldone presentato a luglio scorso, quello che ha cambiato le carte in tavola visto che per fare stadio e cittadella (300 milioni di investimenti) prevede l’utilizzo di tutta l’area del mercato ortofrutticolo e il suo trasloco, a differenza di quanto pianificato nel 2012.

Il Comune si oppone alla richiesta di accesso agli atti. Con la procedura ancora in corso, riflette in quei giorni lo staff di Parenti, sarebbe inopportuno svelare dettagli sensibili. Il 7 gennaio scorso però la giunta comunale approva lo studio di fattibilità del nuovo stadio e l’elenco delle prescrizioni emerse nella conferenza dei servizi che ha vagliato le carte viola tra settembre e dicembre 2014. Da quel momento il Comune è pronto a dare ad Unipol quantomeno i verbali della conferenza. Non il Pef dei Della Valle: l’avvocatura comunale sostiene che rendere noti quei fogli potrebbe arrecare un danno alla Fiorentina che potrebbe perciò rivalersi su Palazzo Vecchio. Il Pef non si dà, almeno per ora, è la linea. Ma Unipol non ci sta. Il 13 gennaio viene notificato a Palazzo Vecchio il ricorso al Tar delle due società satellite del colosso bolognese. «Illegittimo» il rifiuto, quelle carte devono essere svelate, sostengono le due società che hanno ereditato i 168 ettari aldilà del viale XI Agosto. L’avvocatura comunale valuta l’atto. Ritiene che si possa opporsi. L’uomo “stadio” del Comune, Parenti, dice sì. E la spy story va ora alle carte bollate.

Domande su domande si affastellano in queste ore nello staff del sindaco Nardella, che nei prossimi giorni potrebbe incontrare il presidente viola Mario Cognigni per un confronto sul nuovo stadio: perché Unipol si mette di traverso? Cosa vuole? E’ vero che i suoi 168 ettari di Castello, di cui 45 edificabili, sono messi a rischio dal progetto della nuova pista di Peretola, che finirebbe per espropriargliene una quindicina (certo dietro pagamento) e per rendere ben poco utili gli altri 30 per farci case e alberghi, visto che gli aerei volerebbero a un tiro di schioppo. E’ però già contro il piano urbanistico regionale che Unipol, infuriata, ha presentato ricorso al Tar nei mesi scorsi. Ora si schiera anche contro l’operazione Mercafir, di cui potrebbe diventare soggetto protagonista fra qualche tempo? Perché? E’ in fondo sui terreni ex Ligresti che Palazzo Vecchio potrebbe trasferire – dopo un bando pubblico e dopo aver incassato i soldi della Fiorentina per il terreno Mercafir – il mercato di Novoli “sfrattato” dallo stadio. Una prospettiva che a quanto pare non piace a Unipol, che stima in 100 milioni il valore dei suoi ettari di Castello: vendendone 15 al Comune per farci la nuova Mercafir, non incasserebbe che pochi milioni. Forse Unipol ambisce ad ospitare una parte dell’area commerciale che i Della Valle sognano a Novoli e per questo ora mostra i muscoli andando al Tar. Uno sgambetto per arrivare a un accordo?

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