Opinione della Settimana

Enti pensionistici al divorzio dalle agenzie private di rating

Rating Imc

(Autore: Alessandro Galimberti – Il Sole 24 Ore)

Previdenza complementare, per gli investimenti non basterà più affidarsi al giudizio del mercato

Il ridimensionamento delle agenzie di rating e la responsabilizzazione degli enti pensionistici aziendali e professionali viaggiano a braccetto nello schema di decreto legislativo uscito dal Consiglio dei ministri di martedì.

Il dlgs, che non è altro che la trasposizione di una direttiva europea (la 2013/14/UE), ha un obiettivo chiaro per gli enti pensionistici privatizzati: imporre un «ricorso meno esclusivo e meccanico ai rating del credito» emesso da agenzie private, comportamento che, scriveva il legislatore europeo, è stato «conseguenza della crisi finanziaria». In sostanza gli Epap si sono affidati eccessivamente ai rating del credito per gli investimenti in strumenti di debito, «spesso omettendo di valutare loro stessi il merito creditizio degli emittenti di tali strumenti». Troppa fiducia – la storia e le inchieste giudiziarie stanno dimostrando – spesso malriposta e che rischia oggi di minare in qualche caso il futuro di questo pilastro previdenziale privato.

Da qui l’esigenza di modificare le regole, che secondo lo schema di dlgs uscito dal Consiglio dei ministri dovranno portare i fondi pensione ad adottare «procedure e modalità organizzative adeguate per la valutazione del merito di credito delle entità o degli strumenti finanziari in cui investono», ma non solo, avendo anche cura «di verificare che i criteri prescelti per detta valutazione, definiti nelle proprie politiche di investimento, non facciano esclusivo o meccanico affidamento ai rating del credito emessi da agenzie di rating del credito».

Pertanto gli Epap, al momento della stipula delle convenzioni di gestione, dovranno indicare i criteri generali di valutazione del rischio di credito che giustificano il contratto stesso, documento che passerà poi alla verifica della Covip.

Le nuove misure di prudenza e di trasparenza, tra l’altro, andranno a saldarsi con gli adempimenti già previsti dal Testo unico sulla previdenza complementare (dlgs 252/2005) che prevedono la «informativa agli iscritti delle scelte di investimento» con contestuale illustrazione degli obiettivi della politica di investimento.

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