Opinione della Settimana

Furti di auto e frodi: una soluzione esiste

Auto - Tecnologia - Connected Cars Imc

(Autore: Fabrizio de’ Marinis – Il Giornale)

La telematica satellitare consente alle imprese di offrire prodotti personalizzati e più convenienti

Una vocina ci sussurrerà ben presto quando è il momento di cambiare l’olio mentre saremo alla guida. Oppure che è il momento di fare la revisione o di controllare le gomme e mettere quelle invernali o estive.

C’è un nuovo oggetto dei desideri che sembra affascinare gli automobilisti italiani e lo rendono il più virtuoso del mondo. Siamo a tre milioni di «scatole nere» istallate sulle auto lungo tutta la penisola. Un primato internazionale che ci fa onore. È un dato più che raddoppiato in due anni e che ha fatto impennare le vendite di questi innovativi dispositivi elettronici, in grado di fornire alle assicurazioni e agli utenti un gran numero di indicazioni per risolvere le controversie in caso di incidente, per localizzare la vettura quando viene rubata o va fuori strada e, nei modelli più evoluti, anche per un’immediata assistenza vocale in casi di urgente assistenza o di diagnostica. Un simile successo è avvenuto per effetto della naturale dinamica del mercato, caratterizzata da un’offerta di prodotti e servizi sempre più evoluta e dalla disponibilità al cambiamento degli automobilisti, attirati da favorevoli condizioni contrattuali che le polizze con «scatola nera» recano con sé. C’è poi la lotta alle frodi assicurative e ai furti d’auto contro i quali la «scatola nera» è un forte deterrente. Si stima che le truffe verso le compagnie abbiano toccato l’anno scorso i 12 milioni di euro. Un dato inquietante.

È dimostrato che l’utilizzo della tecnologia satellitare sulle auto sia molto utile per smascherare le frodi, permettendo una trasparenza ed efficienza nella gestione dei sinistri che si può trasformare in significative riduzioni dei premi di polizza per l’utente finale. La telematica satellitare consente poi alle imprese di assicurazione di offrire ai propri clienti nuovi prodotti personalizzati e più convenienti, quali le polizze con «pagamento al consumo», il cui premio è calcolato in base ai chilometri percorsi, o le più evolute polizze «paga quanto guidi», la cui tariffa è costruita in base al profilo di rischio specifico del cliente e determinato non solo dal chilometraggio, ma anche dallo stile e dalle abitudini di guida.

L’installazione della «scatola nera» rappresenta anche una tappa importante in direzione del sistema eCall per la chiamata automatica di emergenza al 112, previsto dall’Unione europea, che ne ha prescritto l’obbligatorietà su tutti i modelli di auto di nuova omologazione a partire dal 2017.

Oltre all’effetto calmierante sui costi dei sinistri e conseguentemente di polizza, poi, c’è anche la sua valenza di «salvavita» in quanto, prima di tutto, strumento di assistenza, protezione e sicurezza per chi è al volante. Infatti, in caso d’incidente, la scatola invia un allarme automatico verso una centrale operativa dedicata (attiva 24 ore su 24, 365 giorni l’anno) per consentire la localizzazione puntuale del veicolo e l’invio tempestivo degli eventuali soccorsi necessari.

«Il principale cambiamento che stiamo osservando con l’introduzione delle scatole nere – spiega Aldo Minucci, presidente dell’Aniariguarda gli stili di guida degli automobilisti. Dove le polizze prevedono un ulteriore sistema premiante in termini di prezzo a fronte di comportamenti virtuosi monitorati dai dispositivi telematici, gli italiani reagiscono positivamente. Rispettano le regole, diventano automobilisti più prudenti. Stiamo, insomma, assistendo a una sorta di rivoluzione culturale che si accompagna anche a un costo più contenuto delle coperture assicurative».

Una nuova cultura dell’automobile e della sicurezza, insomma, che ha spinto compagnie assicurative come Generali a istituire veri centri d’eccellenza come GeneraliCar, al servizio delle compagnie del gruppo in Italia e all’estero, ma anche di altre aziende che operano nel settore automotive (altre compagnie e aziende automobilistiche), che si occupa di ricerca, studio e sperimentazione sulla vulnerabilità e riparabilità dei veicoli, erogando corsi di formazione e aggiornamento tecnico agli addetti del settore (periti e autoriparatori). GeneraliCar è l’unico centro italiano membro dell’associazione mondiale dei ricercatori auto Rcar (Research Council for Automobile Repairs) e ha partecipato nel 2011 alla nascita del primo gruppo di lavoro internazionale per lo studio e l’analisi delle potenzialità e caratteristiche delle «scatole nere».

«Presso la sede di GeneraliCar a Pero, alle porte di Milano – spiega Marco Castelli, direttore di GeneraliCar – sono stati eseguiti più di 200 crash test, dal 2012 a oggi, per testare le scatole nere di tutti i principali produttori. Negli ultimi due anni sono stati analizzati oltre 2.200 casi e individuati e risolti circa 300 malfunzionamenti. Se, in passato, c’erano alcuni problemi legati a un’installazione non corretta e alla gestione dei dati, oggi, possiamo affermare che l’affidabilità delle “scatole nere” montate in Italia è decisamente migliorata».

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