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Aon, presentata la Political Risk Map 2015

AON - Political Risk Map 2015 Imc

Sanzioni, prezzo del petrolio e guerre continuano a indebolire gli investimenti in Russia e aumentano il rischio di default per le imprese in Ucraina. Gli Stati produttori di petrolio che non appartengono alla GCC (Gulf Cooperation Council) saranno soggetti ad incertezze politiche ed economiche. Il rischio politico di paesi produttori di petrolio quali Iran, Iraq, Libia, Nigeria, Sudan e Turkmenistan è stato valutato come Alto o Molto Alto

Aon Risk Solutions, la branch di Aon plc che si occupa di global risk management, ha presentato la Political Risk Map 2015, fotografia attuale del rischio politico nei mercati emergenti.

Aon ha misurato il rischio politico in 163 paesi e territori per stimare i rischi associati al trasferimento di valuta, al debito sovrano, all’interferenza politica, all’interruzione della catena di distribuzione, alle regolamentazioni legali, alla violenza politica, al grado di difficoltà nel creare occasioni di business, alla vulnerabilità del settore bancario e alla capacità dei governi di fornire agevolazioni. In ogni specifica categoria di rischio, così come sul rating generale, ogni nazione viene valutata sulla base di sei distinti livelli: Basso, Medio-basso, Medio, Medio-alto, Alto o Molto alto. Gli Stati membri dell’Unione Europea e l’Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica non rientrano tra quelli valutati nella mappa.

Le valutazioni ai paesi riflettono una combinazione di analisi effettuate da Aon Risk Solutions, quelle effettuate da Roubini Global Economics – un’azienda multinazionale specializzata in ricerca ed analisi – e le opinioni di più di 20 associazioni Lloyd’s e risk managers che si occupano attivamente di coperture del rischio politico.

Secondo quanto analizzato dalla Political Risk Map 2015, sette nazioni hanno ricevuto un upgrade, considerato che il rischio globale della nazione o del territorio è stato valutato come minore rispetto alla scorsa edizione della mappa: Repubblica Dominicana, Ecuador, Georgia, Lao PDR, Panama, Swaziland e Zimbabwe. Sono state invece dodici le nazioni declassate in quanto il rischio politico proprio di questi paesi è risultato in aumento: Angola, Repubblica Centrale Africana, Burkina Faso, Ghana, Guinea Conakry, Haiti, Libia, Mozambico, Oman, Pakistan, Sierra Leone e Uganda.

Il principale rischio politico che gli investitori si trovano ad affrontare oggi quando approcciano i mercati emergenti – segnalano i curatori della Politica Risk Map 2015 – è la crescente instabilità presente nei paesi produttori di petrolio quali Iran, Iraq, Libia, Russia e Venezuela; instabilità, causata dall’abbassamento del prezzo del petrolio. Inoltre, i paesi del Medio Oriente e Africa, meno preparati ad riassorbire shock economici, subiranno maggiormente l’influenza di gruppi estremisti.

Egitto, Tunisia e Marocco, che dovrebbero trarre vantaggio da un’importazione di petrolio a prezzo ridotto, affrontano un aumento dei rischi di sicurezza a causa dei vuoti di potere in Iraq, Libia e Siria. L’abbassamento dei prezzi, inoltre, continua a gettare un’ombra economica sulla Comunità degli Stati Indipendenti, in particolare per i partner commerciali più grandi della Russia quali Bielorussia e Kazakistan.

“Le aziende necessitano di un monitoraggio costante della propria esposizione al rischio politico – ha affermato Carlo Clavarino, Chairman Aon EMEA −. Grazie all’utilizzo dei dati e alle analisi più recenti, la Political Risk Map 2015 aiuta le Imprese ad impostare le proprie strategie di investimento nei mercati emergenti”.

“La Roubini Global Economics è orgogliosa di proseguire nel rapporto di partnership con Aon per i suoi clienti – ha aggiunto Paul Domjan, Managing Director di Roubini Country Insights −. Nel 2014 si è assistito ad un aumento dei rischi politici nei mercati emergenti, in particolare nelle regioni esportatrici di petrolio. L’aggiornamento trimestrale delle icone del rischio e le valutazioni di ogni paese individuano lo sviluppo delle tendenze del rischio, che permette agli investitori di rispondere velocemente al deterioramento e alla migliore copertura alle loro esposizioni o approfittare delle nuove opportunità. Ancora una volta, la mappa dimostra come sia fondamentale combinare le country analysis della Roubini Global Economics con l’expertise di Aon in materia di country risk”.

Per maggiori informazioni, si può visitare anche il sito Aon dedicato alla Political Risk Map 2015: aon.com/2015politicalriskmap

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