Opinione della Settimana

Caro Rc auto, salta la norma salva-Campania

Rc Auto (2) Imc

(Autore: Gerardo Ausiello – Il Mattino)

Niente più norma contro il caro Rc auto in Campania. Nel disegno di legge Concorrenza non c’è traccia della misura che riduceva l’enorme divario tra Nord e Sud sulle tariffe. A Palazzo Madama il viceministro Claudio De Vincenti aveva manifestato la disponibilità del governo a discutere su un intervento sulle tariffe. E invece alla fine nulla è cambiato. Il testo messo a punto dal Consiglio dei ministri, infatti, lascia invariata la libertà di concorrenza esistente nel Paese

Niente più norma contro il caro Rc auto in Campania. Nel disegno di legge Concorrenza non c’è traccia della misura che da sola bastava a ridurre l’enorme divario tra Nord e Sud sulle tariffe. Cosa prevede questa norma? Che se per cinque anni un automobilista non commette incidenti, gli viene applicata la tariffa migliore d’Italia, non più quella prevista nella sola provincia di appartenenza. Un principio di equità che era contenuto in un emendamento presentato alla Camera dal parlamentare campano del Pd Leonardo Impegno e rilanciato al Senato da un altro democrat, Vincenzo Cuomo. La misura non era passata inosservata. Anzi, a Palazzo Madama il viceministro Claudio De Vincenti aveva manifestato la disponibilità del governo a discutere su un intervento del genere recependone la filosofia di fondo.

E invece alla fine nulla è cambiato. Il testo messo a punto dal Consiglio dei ministri, infatti, non fissa alcun paletto in tal senso ma lascia invariata la libertà di concorrenza esistente nel Paese. Che poi significa mantenere inalterate le profonde differenze tra Nord e Sud, impedendo di fatto alla Campania di sfilarsi di dosso la maglia nera delle tariffe più alte d’Europa. Da qui il disappunto dello stesso Impegno, che annuncia battaglia: «Sto pressando l’esecutivo e il mio gruppo di appartenenza affinchè il provvedimento in discussione in Parlamento preveda l’abbattìmento delle tariffe e la loro equiparazione, in cinque anni, su tutto il territorio nazionale», dice al Mattino e a Radio Marte. Se non dovesse accadere, il deputato non esclude una clamorosa protesta: «Sarei pronto a votare contro il governo. E credo che anche altri parlamentari, soprattutto campani, non possano votare a favore di un provvedimento del genere». Serve allora, è il ragionamento di Impegno, un cambio di rotta: «Non è ammissibile che un automobilista del Nord che fa due incidenti paghi meno di un napoletano che in quindici anni non ha fatto nessun incidente. La nostra, comunque, non è una battaglia tra Settentrione e Mezzogiorno perché saranno avvantaggiati anche gli assicurati del Nord: se recuperiamo i quattro milioni di vetture non coperte da Rc auto e se proviamo a ridurre il fenomeno della residenza di comodo e delle targhe straniere, faremo abbassare le tariffe anche a chi vive nelle regioni settentrionali». La tensione resta alta. I parlamentari campani hanno investito del problema anche il capogruppo alla Camera del Pd, Roberto Speranza, che dovrà perorare la causa presso il governo. La macchina diplomatica, insomma, è già in moto per tentare di trovare una soluzione. Nel frattempo la stangata, specie per chi abita a Napoli e in Campania, resta. Nonostante gli interventi adottati negli ultimi anni, come gli sconti obbligatori per chi accetta la scatola nera, le ispezioni o le convenzioni con officine scelte dalle compagnie assicurative. I conti, infatti, non tornano. In media un napoletano paga 1500 euro all’anno contro i 250 del resto d’Europa. Ovvero sei volte di più. Se dall’Europa si passa all’Italia la musica non cambia. Il prezzo medio di listino applicato, secondo l’Ivass (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), ad un quarantenne partenopeo che non si sia mai macchiato di incidenti stradali sfiora i 1200 euro, ben più del doppio della media nazionale. Stesso discorso vale per tutti gli altri profili di assicurati, dai 55enni in classe 1 ai neopatentati fino ai motociclisti.

I dati contenuti in un dossier elaborato nelle scorse settimane dall’Osservatorio Rc auto del sito Facile.it in collaborazione con Assicurazione.it confermano questo trend. In un quadro di generale riduzione dei costi, il premio medio rilevato in Italia è di 630,51 euro. La Campania, invece, si colloca molto al di sopra (1.169,40 euro, in calo del 15,3 per cento) e una punta di 1.350,34 euro a Caserta e 1.426,69 euro a Napoli (con flessioni rispettivamente del 17,7 per cento e dell’11,7 per cento). I listini medi territoriali sono molto differenziati in base al profilo dell’automobilista, con un minimo per il quarantenne esperto e un massimo per il neopatentato. In entrambi i casi, tuttavia, la Campania è di gran lunga sopra la media nazionale: del 44 per cento per il profilo di massimo sconto e del 64 per cento per il neopatentato. Se si guardano le tariffe di massimo sconto, il primato negativo passa da Napoli a Caserta e Salerno mentre per i neopatentati le tre città sfondano la soglia dei 2mila euro. Non mancano clamorosi paradossi: in Campania il 59,78 per cento degli assicurati si colloca in prima classe di merito, quella dei virtuosi per intenderci, «molti di più della media nazionale che si è fermata al 46,6 per cento». Ma tale merito non comporta vantaggi economici, anzi. Ecco perché i parlamentari campani ripetono come un mantra che in realtà qui il libero mercato non esiste: perché da un lato l’assicurazione Rc auto è obbligatoria e dall’altro le compagnie, quelle vere, si contano sulle dita di una mano. E dettano legge.

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