Opinione della Settimana

Visto di conformità, l’eventuale errore può essere «coperto»

Rc Professionale (2)

(Autore: Gian Paolo Ranocchi – Quotidiano del Fisco)

Resta a carico dell’intermediario la franchigia

Rischio errore nell’apposizione del visto di conformità sul modello 730 da parte di Caf e professionisti abilitati con conseguenze che dovrebbero essere temperate dall’intervento della compagnia assicurativa. È questo il quadro che si va faticosamente delineando a pochi giorni dal via della campagna della precompilata 2014.

Con l’avvio dell’era (sperimentale) della precompilata, è stato rivoluzionato il sistema sanzionatorio nel caso di errori commessi nell’apposizione del visto di conformità da parte di uno degli intermediari abilitati. Il modello 730 trasmesso da Caf e professionisti, infatti, deve sempre essere provvisto del visto e, nel caso in cui esso sia infedele, la responsabilità per le sanzioni (30%), le imposte e gli interessi che ordinariamente sarebbero a carico del contribuente, da quest’anno ricadono in capo al soggetto che ha vistato il modello.

Per rafforzare le garanzie di incasso per l’Erario è stata modificata anche la disciplina inerente la stipula della polizza assicurativa per la copertura dei rischi derivanti dall’assistenza fiscale per Caf e i professionisti abilitati, con l’introduzione dell’obbligo di stipulare una polizza Rc, con massimale adeguato al numero dei contribuenti assistiti e dei visti di conformità rilasciati e con massimale minimo obbligatorio di 3 milioni di euro.

Tralasciamo considerazioni in merito alla legittimità della disposizione che, nei fatti, continuiamo a ritenere trasferisca l’obbligazione tributaria dal contribuente a colui che ha apposto il visto e ci concentriamo sugli effetti che, sul piano pratico, la garanzia assicurativa dovrebbe avere.

In prima battuta diverse compagnie assicurative hanno (comprensibilmente) negato l’assicurabilità del rischio in questione, in quanto ritenevano che la responsabilità dell’intermediario avesse natura sanzionatoria e quindi non assicurabile in base all’articolo 12 del Dlgs n. 209/2005.

Le Entrate hanno però chiarito che la somma che i soggetti che prestano assistenza fiscale sono tenuti a pagare in caso di errore nell’apposizione del visto sul 730 avrebbe natura risarcitoria e non sanzionatoria, in quanto conseguirebbe al fatto che i contribuenti fanno legittimo affidamento sul ruolo professionalmente qualificato e riconosciuto che l’intermediario che appone il visto riveste. In conseguenza di ciò, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), con la nota del 19 marzo, ha ufficializzato che, a proprio parere, l’obbligo di copertura assicurativa non è in contrasto con il principio della non assicurabilità del rischio relativo al pagamento di una sanzione amministrativa.

In questo contesto possiamo allora cercare di trarre una conclusione. Se è vero che l’apposizione del visto infedele evoca una conseguenza in capo all’intermediario qualificato riferibile al risarcimento di un danno causato, allora, come in ogni sinistro professionale, in caso di contestazione ufficializzata del Fisco, il soggetto che ha apposto il visto infedele non dovrà farà altro che denunciare il sinistro alla propria compagnia assicurativa la quale a sua volta dovrà intervenire per erogare il relativo rimborso (le imposte, le sanzioni e gli interessi). Resteranno a carico dell’intermediario assicurato le eventuali franchigie o gli scoperti previsti contrattualmente.

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