Opinione della Settimana

Pensioni, tagli in vista per quelle più elevate

Detrazioni - Fiscalità Imc

(Autore: Roberto E. Bagnoli – Iomiassicuro.it)

Tagli in vista per le pensioni più elevate. Con la circolare n. 74/2015, l’Inps ha recentemente dettato le istruzioni per l’applicazione della disposizione contenuta nella legge di Stabilità per il 2015; la norma prevede che, a partire dal gennaio 2015, sia per gli assegni già in pagamento sia per le pensioni liquidate a partire dall’anno in corso l’importo complessivo non possa eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l’applicazione delle regole di calcolo precedenti l’entrata in vigore della riforma Fornero. Il taglio, quindi, opera con effetto retroattivo.

Chi è interessato. I destinatari della disposizione sono tutti coloro che al 31 dicembre 1995 potevano vantare un’anzianità contributiva almeno pari a diciotto anni, nei confronti dei quali la riforma ha introdotto, per le anzianità maturate dal primo gennaio 2012, la quota contributiva di pensione con il meccanismo del pro-rata. Normalmente il calcolo della rendita effettuato con il sistema contributivo è meno vantaggioso rispetto a quello retributivo. Nel primo caso, infatti, l’assegno è determinato esclusivamente dal montante contributivo accumulato e dal coefficiente di trasformazione legato all’età del richiedente alla data di decorrenza. Nel secondo, invece, il calcolo avviene tenendo conto delle retribuzioni percepite negli ultimi anni della carriera lavorativa e delle aliquote di rendimento (2% per ogni anno, sino al massimo dell’80% in presenza di 40 anni). Alcuni lavoratori, però – magistrati, professori universitari, alti burocrati della Pubblica amministrazione, cui permesso restare in servizio sino a 70 anni e oltre, anche dopo aver raggiunto l’anzianità massima di quarant’anni – con il calcolo della quota contributiva a decorrere dal primo gennaio 2012 ottengono un assegno più elevato rispetto a quello che avrebbero percepito con il “vecchio” sistema retributivo. Praticamente, con il calcolo del pro-rata, si produce un incremento del trattamento, proprio grazie alla possibilità (non consentita prima) di valorizzare l’anzianità contributiva successiva ai 40 anni. La finalità della norma è, dunque, quella di limitare la crescita (ritenuta impropria) dei trattamenti pensionistici, stabilendo che l’assegno calcolato con il pro-rata non può essere più elevato, rispetto a quello che sarebbe spettato applicando le regole esistenti prima della legge Fornero. Il “tetto” previsto dalla legge di Stabilità, a partire dal 2015, si applicherà a tutti i trattamenti pensionistici, anche quelli già liquidati negli anni precedenti.

Calcolo dell’anzianità. Per determinare la misura del trattamento, è la stessa legge che lo dice, occorre valutare l’anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e quella di decorrenza. E’ come dire che non si può tagliare una pensione basata su oltre quarant’anni di contributi, quando l’ulteriore contribuzione è indispensabile per raggiungere il requisito richiesto (42 anni e 6 mesi gli uomini e 41 anni e 6 mesi le donne).

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