Opinione della Settimana

Assicurazioni e fondi pensione, 130 miliardi investiti in cinque anni

(Autore: Paolo Ciocca, Servizio Studi Bnl gruppo Bnp Paribas – Corriere della Sera)

100 miliardi di nuove risorse nei conti di deposito negli ultimi tre anni. Nonostante la crisi, il patrimonio finanziario è cresciuto, avvicinandosi ai 4 mila miliardi. Un terzo è in liquidità

Può sembrare strano, ma è vero: nel 2014, mentre l’economia viveva un altro anno di recessione, le famiglie italiane hanno visto il valore del loro patrimonio finanziario crescere ulteriormente ed avvicinarsi ai 4 mila miliardi di euro, il livello più alto degli ultimi venti anni. Per avere un’idea della dimensione, basti pensare che il tanto temuto debito pubblico si ferma poco sopra i 2.100 miliardi.

Questo aumento della ricchezza è prima di tutto il risultato della ripresa delle quotazioni, che ha interessato sia il comparto azionario che quello obbligazionario: la Borsa è cresciuta, mentre il brusco calo dei tassi ha spinto verso l’alto il valore dei titoli a reddito fisso. Ma, gli italiani hanno anche mostrato una ritrovata capacità di accantonare risparmio, destinando negli ultimi quattro anni quasi 100 miliardi di euro di nuove risorse all’investimento finanziario.

Attività finanziarie delle famiglie (Elaborazione Servizio Studi Bnl Bnp Paribas su dati Bankitalia)

Le tre esigenze

Guardando quanto accaduto alla composizione del portafoglio, emerge con chiarezza come siano cambiate le politiche di investimento delle famiglie. Nel decidere come impiegare il proprio risparmio, gli italiani cercano oggi prevalentemente tre cose: serenità, tranquillità, professionalità.

I depositi si confermano al centro delle scelte di investimento: nonostante il basso rendimento, negli ultimi tre anni, 100 miliardi di euro di nuove risorse sono stati accantonati in questa tipologia di strumento. Il valore complessivo dei depositi ha superato i 1.200 miliardi di euro, con un peso sul totale del portafoglio superiore al 30%. Dietro questo comportamento, difficilmente comprensibile da un punto di vista semplicemente finanziario, vi è una ricerca costante di serenità, divenuta ancora più importante dopo sei anni di crisi: i depositi garantiscono, infatti, a differenza di tutti gli altri strumenti, la possibilità di utilizzare quanto investito rapidamente e senza rischio di perdite in conto capitale. I bassi rendimenti hanno, invece, contribuito ad allontanare ancora di più le famiglie dai titoli di Stato, con disinvestimenti netti che, negli ultimi tre anni, si sono avvicinati a 70 miliardi di euro. Bot e Cct sono ormai praticamente spariti dal portafoglio, mentre il peso dei Btp rimane intorno al 5%, ma solo per effetto dell’aumento delle quotazioni.

Lungo periodo

Dietro le scelte delle famiglie italiane vi sono, però, anche i cambiamenti del contesto normativo. Il lungo processo di riforma del sistema pensionistico ha fatto emergere l’esigenza di risparmiare oggi per godere in futuro di una pensione adeguata. Gli italiani appaiono alla costante ricerca di strumenti che restituiscano tranquillità al loro futuro. Tra il 2009 e il 2014, 130 miliardi di euro di nuove risorse sono stati investiti in prodotti assicurativi, fondi pensione ed altre forme di risparmio similari. Alla metà degli anni Novanta le famiglie destinavano a questi strumenti solo il 10% del proprio portafoglio; oggi siamo arrivati al 20%, con il valore complessivo dell’investimento che si è avvicinato agli 800 miliardi.

Investire è divenuto molto difficile; tassi a zero hanno reso poco convenienti quegli strumenti che, fino a qualche tempo fa, garantivano rendimento senza grandi complessità. Le obbligazioni bancarie stanno perdendo sempre più importanza nelle scelte delle famiglie, con disinvestimenti netti che, negli ultimi tre anni, hanno superato i 100 miliardi di euro. Il peso sul totale del portafoglio è sceso dall’11% nel 2011 al 6,5%.

La complessità nel capire quanto accade sui mercati sta, inoltre, allontanando gli italiani da una gestione diretta del portafoglio. Nonostante il recupero della Borsa, quasi 20 miliardi di euro sono stati disinvestiti dal comparto azionario. È emersa, dunque, l’esigenza di affidarsi ad operatori specializzati, per cercare di ottenere maggiori soddisfazioni dai propri investimenti.

I fondi comuni sono divenuti lo strumento più ricercato, riconquistando quella centralità che aveva caratterizzato la seconda parte degli anni Novanta. Negli ultimi tre anni sono stati investiti in fondi comuni quasi 100 miliardi di euro di nuove risorse: il peso sul totale del portafoglio si è nuovamente avvicinato al 10%. Oltre alla serenità e alla tranquillità emerge, dunque, un crescente bisogno di professionalità.

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