Opinione della Settimana

Ferak scende sotto la soglia del 2% delle Generali

Generali - Facciata sede Trieste Imc

(di Marigia Mangano – Il Sole 24 Ore)

Venduta negli scorsi mesi una parte del pacchetto

Ferak scende sotto il 2% delle Generali e si prepara a riorganizzare la filiera societaria. Secondo quanto ricostruito dal Sole 24 Ore, la holding di Vicenza, controllata dalla famiglia Amenduni, avrebbe alleggerito la partecipazione nel Leone di Trieste. La mossa segue la scissione del veicolo Effeti, partecipato da Ferak insieme alla Fondazione Crt e titolare del 2,151% di Generali.

Il divorzio da Torino, avvenuto alla fine dello scorso anno, aveva consegnato a Ferak circa l’1% di Trieste, una quota che si andava a sommare all’1,2% di Generali già in portagoglio di Ferak. Dunque, il pacchetto complessivo detenuto dal veicolo vicentino arrivava a circa il 2,2% di Generali. Negli ultimi mesi, però, secondo indiscrezioni, la scelta sarebbe stata quella di vendere una parte di quei titoli, tanto che oggi Ferak sarebbe intorno all’1,5% circa della compagnia triestina.

Il pacchetto è distribuito tra l’ex Effeti e la stessa Ferak. La scissione del “condominio” con la Fondazione Caritorino si è infatti tradotta nell’acquisto da parte della holding degli Amenduni del cento per cento dell’ex Effeti. Quest’ultima, guidata da Andrea De Vido e da Maurizio Amenduni, sembra però destinata a scomparire presto dalla filiera di Vicenza. Tanto più che, solo un mese fa, la società ha proceduto con la riduzione del capitale sociale dai 300 milioni iniziali a 3 milioni. Un passaggio motivato dalla stessa società con la necessità di giugere a un livello adeguato di patrimonializzazione rispetto all’attività della stessa Effeti. Al momento, sarebbero allo studio diverse opzioni, dalla fusione della stessa Effeti in Ferak alla liquidazione della società. Quanto alle strategie future sul pacchetto nelle Generali, alcune fonti riferiscono che la holding proseguirà in una gestione attiva della quota e quando i prezzi raggiungeranno livelli adeguati potrebbe dismettere del tutto la partecipazione. Come dire, l’investimento non è più giudicato strategico a Vicenza e si guarda ora solo alla massimizzazione dei profitti.

Effeti era stata costituita nel 2010 per rilevare il 2,2% di Generali fino ad allora controllato da Unicredit. La Fondazione Crt aveva il 49,9% di Effeti, mentre Ferak deteneva il 50,1%. La quota nella compagnia assicurativa era stata acquista per un controvalore complessivo di 635 milioni di euro, pari a un valore di carico di 18 euro per azione. Una volta definito il divorzio da Torino e “liberata” la quota di proprietà in Generali, si sta giocando ora una nuova partita tutta interna alla holding di Vicenza. Da tempo si ragiona sul futuro di Ferak, partecipata dalla famiglia Amenduni con il 38,8%, Palladio finanziaria e Finint con il 23,8% ciascuno, Veneto Banca con il 9,9% e la famiglia Zoppas con il 3,7%. In passato anche i vertici di Finint non hanno nascosto l’intenzione di disimpegnarsi dalla partita Generali nel momento in cui le condizioni saranno propizie per farlo.

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